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Polverigi: 2mila mq di rifiuti pericolosi. Denunciati i gestori dell'Azienda

2' di lettura 28/03/2019 - Nella giornata di martedì 26 marzo, i militari del N.O.E. (Nucleo operativo ecologico) di Ancona, unitamente al personale dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Regione Marche, si sono portati presso la zona rurale/industriale della città di Polverigi dove hanno eseguito un’attività ispettiva presso una ditta operante nel settore della commercializzazione di apparecchiature elettroniche.

I gestori dell’azienda sono risultati essere sprovvisti dei titoli autorizzativi commerciali ed ambientali, inoltre sono stati trovati in possesso di un ingente quantitativo di rifiuti speciali pericolosi e non, dei quali non veniva fornita documentazione attestante la provenienza e la tracciabilità; rifiuti costituiti per la gran parte da DA R.A.E.E. (rifiuti da apparecchiature elettriche e elettroniche), batterie al piombo e alcaline, lampade al neon, fusti contenenti residui di sostanze chimiche con caratteristiche di pericolosità, condensatori e cavi elettrici, alimentatori e motori elettrici, pneumatici, legname di varie tipologie, cartoni, vernici tossiche ed altamente infiammabili, utensili e strumentazione di vario genere, postazioni di lavoro utilizzate per lo svolgimento e la gestione dell’attività illecita.

La situazione riscontrata dai militari operanti, caratterizzata dalla concomitante presenza di grandi quantitativi di materiali/rifiuti, anche di natura pericolosa, accatastati alla rinfusa, compresi notevoli quantitativi di cartone altamente infiammabili, induceva a ritenere fondato il pericolo che l’immobile in questione manifestasse evidenti criticità anche sotto il profilo della sicurezza dei luoghi di lavoro e della normativa antincendio. A seguito dell’attività ispettiva veniva sottoposta a sequestro penale l’intera area industriale/artigianale dell’estensione di circa 2.000 mq ed il capannone industriale ivi ubicato.

I gestori dell’attività venivano denunciati alla competente A.G. perché ritenuti responsabili dei reati di inquinamento ambientale, impedimento al controllo per aver gestito un centro di raccolta di R.A.E.E. all’interno di uno stabile industriale non idoneo e non autorizzato a tale scopo; getto pericoloso di cose; concorso di persone nel reato.

L’esecuzione del sequestro è stata convalidata dal magistrato di turno della Procura della Repubblica di Ancona che ne ha assunto la direzione delle indagini che verranno disposte successivamente.






Questo è un articolo pubblicato il 28-03-2019 alle 17:11 sul giornale del 29 marzo 2019 - 2037 letture

In questo articolo si parla di cronaca, ambiente, rifiuti, controlli, territorio, articolo

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