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Approfondiamo la parola "Frutto"

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Buongiorno amici, come ogni fine settimana anche oggi ci proponiamo di risvegliare il desiderio di approfondire la Parola. Le letture di domani, Domenica 3 Marzo 2019 ci suggeriscono un termine davvero molto semplice alla presenza del quale tirare il freno prima di proseguire il cammino oltre la “pianura del discorso”: il frutto. La semplicità, la quotidianità dell’oggetto, non mina ma piuttosto rafforza l’essenzialità del concetto che esso racchiude e trasmette, testimoniata anche dal fatto che “frutto” o “frutti” è una strumento metaforico che appare letteralmente in oltre 200 versetti della Sacra Scrittura dalla Genesi al Nuovo Testamento.

Per frutti sono intesi, nel senso più ovvio, i raccolti, i risultati, i prodotti del proprio operato. Allora la prima considerazione da farsi è la seguente: i frutti rivelano l’identità dell’albero. “Non si raccolgono fichi dagli spini“, …

Una finestra spalancata sulla profondità del cuore umano, proprio su quella parte che oggi si ritiene spesso di dover nascondere, magari per la paura di apparire in un modo che la rete sociale può non condividere.

Ma non c’è bontà, né malvagità del cuore che, nel lungo termine, i frutti non rivelino. La seconda considerazione da farsi è: i frutti rivelano come è stato coltivato l’albero. Un frutto sano non potrà infatti che derivare da un albero altrettanto nutrito e curato.

Una evidenza che però non dovrà tradursi in un escamotage per giustificare sé stessi colpevolizzando al contempo gli altri intorno, attenzione, quanto piuttosto per ponderare, sulla base degli errori propri (e perché no, altrui), i cambiamenti di rotta necessari.

Perché se è vero che, da un lato, ciascuno è “albero”, dall’altro è vero anche che ciascuno contribuisce alla “coltivazione” degli altri alberi condividendo con essi le sorgenti, il terreno, e i tempi e gli spazi, e così via. Questo immerge ogni uomo nel mare delle responsabilità sociali che, volente o nolente, egli ha.

Il frutto, continuando oltre, non appare d’improvviso; la pazienza e la fiducia ne accompagnano la formazione attraverso varie fasi propedeutiche: il bocciolo dapprima, il fiore poi, il frutto maturo alla fine.

Così il discernimento giorno dopo giorno invita alla lungimiranza e al rispetto dei tempi e delle fasi di ogni singolo, così come, al contempo, all’analisi introspettiva di sé stessi e retroattiva del proprio percorso di vita.

E se nel fare discernimento si va alla ricerca del germoglio che può fruttificare, allora attraverso il discernimento stesso si trova la risposta a “dove l’albero deve nutrirsi?”, a “verso quale corso d’acqua deve protendere le sue radici per crescere sano e divenire fecondo?”.

L’ultima considerazione, o meglio uno spunto di riflessione, è infine: i frutti non colti marciscono. Può essere d’aiuto sapere a questo proposito che non si producono frutti per la propria persona, per tenerli saldi a sé, ma per chi, tutt’attorno, li può cogliere.

La volontà, la determinazione, la forza, l’intelligenza, e molte altre sono le virtù che aiutano a produrre buoni frutti, ma a tal scopo nessuna, né tantomeno tutte insieme, sono sufficienti, a meno che non si resti attaccati all’Unica Fonte che “distrugge la distruttività umana” e rende costruttivi, fecondi, fruttuosi, vitali.

Link all'articolo: https://unaminoranzacreativa.wordpress.com/2019/03/02/frutto/



Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2019 alle 20:37 sul giornale del 05 marzo 2019 - 277 letture