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Continua il viaggio di Abitare solidale nelle Marche

4' di lettura 24/02/2019 - Dopo due anni di lavoro, con l’impegno di associazioni diverse, guidate dal medesimo obiettivo, e la collaborazione di UniCredit Foundation e poi della Fondazione Cariverona, il progetto Abitare solidale ha realizzato il Condominio solidale Santa Palazia ad Osimo e le prime Coabitazioni private solidali.

Auser Marche, come tutte le associazioni partner, conosce la crescente necessità, spesso l'urgenza, di azioni concrete che concorrano a garantire i diritti fondamentali come l'abitazione, specialmente in periodi di vita difficili, perciò promuove la cultura della solidarietà, anche attraverso percorsi pionieristici.

Sia il Condominio solidale che le coabitazioni in case private sono una grossa novità nel nostro territorio, una via inedita per garantire il diritto fondamentale all’abitazione , la solidarietà e la coesione sociale.

Il modello di co-residenza è infatti ricco di soluzioni per ottimizzare spazi, tempo di vita, denaro pubblico e per potenziare relazioni sociali positive capaci di tradursi in principi di condivisione e in opportunità di welfare basato sul coinvolgimento diretto delle persone. Non è però immediato cogliere le opportunità che queste forme abitative comportano.

Per questo Auser Marche e le associazioni partner, promuovono la cultura della solidarietà anche attraverso incontri di esperienze e di dialogo. Quelli che seguono sono racconti di persone, soprattutto in pensione, che hanno partecipato agli incontri pubblici su Abitare solidale e sono state seguite dall’equipe di Abitare solidale.

Giuseppina, zona Osimo, da anni ormai vedova, desidera poter continuare a vivere nella sua casa e non gravare sui figli, mantenendo la sua autonomia e continuare a coltivare i suoi piccoli interessi, quando ha sentito parlare di abitazioni solidali si è subito interessata per capire come poter accogliere una persona in casa commentando con l’operatrice dello sportello “Sapere che ci siete voi che mi aiuterete mi fa stare più serena”.

Pina, zona Jesi, inizia così a raccontarsi: “Sono sola, sono sempre stata solidale verso gli altri. Due anni fa ho conosciuto il progetto Coabitazioni private solidali. In un primo momento mi è sembrato che l'aggettivo “solidale” comportasse un impegno per me troppo grande: condividere la casa! Per un po' ho chiuso l'argomento.

Nei mesi successivi, però, sono emersi pian piano pensieri nuovi e qualche piccola difficoltà personale nella vita quotidiana: la solitudine, la fatica nel portare la spesa, nel fare l'orto situato nella mia grande terrazza. Allora ha fatto capolino uno scenario diverso e mi sono chiesta: … e se la solidarietà in questo progetto fosse rivolta anche verso di me?”

Serenella, zona Fermo, vive in un grande appartamento dove lei, con il suo gatto, si sente una regina. Invita amici a casa per leggere, per giocare a carte o progettare piccole iniziative da proporre ad Auser. Sempre presente agli incontri dedicati ad Abitare solidale, ogni volta prova ad immaginarsi come ospitante e ogni volta aggiunge un elemento a favore di questa scelta “Non subito, ma tra un po' mi farebbe piacere fare un esperienza di condivisione con una mamma e il suo bambino”.

Per Serenella quella di abitare solidale è una buonissima soluzione, prima di diventare magari dipendente da una badante. Dice anche che la presenza di persone professioniste e dell'associazione che promuove il progetto sono una garanzia per lei, anche rispetto ad eventuali dubbi e criticità. Riccardo, zona Fermo, ha una situazione familiare diversa, non è solo, vive con sua moglie.

Dai suoi interventi si capisce che i due coniugi hanno posizioni diverse rispetto alla coabitazione solidale: lui è totalmente convinto della bontà del progetto e ne parla in vari contesti. “Può darsi” dice “che prima o poi si prefiguri una situazione coabitativa che potrebbe essere accettata anche da mia moglie.

Io sono è già pienamente convinto! Il progetto Abitare solidale è stato promosso da Auser Marche in collaborazione con Auser Abitare solidale e le associazioni partner, Avulss, Auser Osimo, Caritas, Il campanile, Qui ed Ora, Donne & Giustizia, la coop Polo 9, SPI-CGIL e i Comuni dell’ambito XIII.

Per informazioni SPORTELLO 3407805445; o contattarci alla email: abitaresolidale.osimo@gmail.com








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2019 alle 09:04 sul giornale del 25 febbraio 2019 - 1018 letture

In questo articolo si parla di attualità, sociale, solidarietà, associazione, territorio, progetto

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