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comunicato stampa

L’Unitre incontra la Dea Eterna

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“La Dea Eterna”,un tema accattivante quello della conferenza che ha attratto un pubblico numeroso nella Sala Santa Rosa dell’Unitre ,sabato 8 dicembre,accattivante anche perché ,a detta dell’editore Mauro Garbuglia , il libro dell’autore Michele La Rocca, ha trovato l’occasione di una presentazione ufficiale, pur essendo alla seconda riedizione .

”Ciò che ha avvalorato il mio testo-così ha esordito l’Autore –è stato il contributo che il Prof. Bartoli gli ha dato ,arricchendolo di notizie preziose per conoscere il nostro passato, di cui lui stesso parlerà alla fine della mia relazione”.

Dopo aver scritto il primo lavoro sull’esoterismo templare,La Rocca ha avuto l’idea di scrivere un’opera sul Femminino sacro,tenendo conto del bisogno dell’uomo di ricercare l’Assoluto nella storia delle diverse tradizioni religiose,nate in diverse culture,in luoghi e in tempi differenti.

Le ricerche e gli scavi hanno dimostrato che prima ancora dei Sumeri e degli Egiziani, nell’Europa sud orientale,gli uomini erano organizzati secondo una struttura matrilinea ,caratterizzata dal culto della Grande Madre.

Nei secoli successivi, prima dell’avvento del Cristianesimo,troviamo le testimonianze di importanti divinità femminili,come Inanna,Cibele e Iside ,venerata come la Madre Terra. Benché sottoposti a rigide regole ,ritroviamo anche nei Templari sospette tracce di divinità femminili,in contrasto con la cristianità da loro professata, così sono venute fuori l’immagine della Madre Terra e quella di Maria Maddalena , chiamata da Gesù “L’Apostolo degli Apostoli”.e che, secondo alcuni fonti, sarebbe stata una Sacerdotessa isidea. Soltanto dopo il Concilio di Efeso del 431d.C. il Cristianesimo ha incluso le sacralità femminili nel culto, cominciando a venerare la Madonna “Mater Dei”.

Questa Madre del Dio Cristiano,ha soppiantato Iside,nella sua struttura morale di madre,sorella,amante e sposa,diversamente della Madonna che vive solo in funzione di suo figlio. Pensando al contrasto tra gli antichi culti e il cristianesimo,consideriamo la misoginia di Pietro e Paolo che portando avanti l’idea della Chiesa di Roma,segnarono il punto in favore della supremazia maschile nella spiritualità.

Poste sotto il controllo della Chiesa , come per il popolo ebraico e in alcuni casi nelle culture pagane greche e romane,le donne durate il flusso mensile erano ritenute impure e indegne di toccare gli oggetti sacri.

A questo punto ha preso la parola il Prof. Fabrizio Bartoli che ha illustrato la sua ricerca sulle divinità femminili precristiane in Italia, con particolare accento su quelle marchigiane. Per mezzo di slides ,ha presentato la Dea Madre intesa come colei che genera,riprodotta in statuette di forme abbondanti:.una Madre Antica ,Generatrice del Tutto. Dalla fase Paleolitica ,ha passato in rassegna,le Dee Madri sotto diversi aspetti e nomi ,Iside in Egitto, Dea dell’Amore a Creta, Dea come compagna di un Dio e in Francia Dea Vergine e madre di Dio, fino ad arrivare alla Roma Antica dove Lucrezio la chiama Cibele con la corona turrita in testa ,la cui immagine è diventata poi quella dell’Italia Molto interessante è stato l’accenno dei culti delle Dee Madri nelle Marche presso i Piceni, pensiamo alla famosa Sibilla marchigiana che ha dato il nome ai monti Sibillini.

Altre Dee sono state venerate nella Marche:l’egizia Iside portata a Roma da Cleopatra,Artemide,la Dea greca che ha lasciato dei reperti a Sirolo nella tomba della principessa ,la Dea Cupra , a Potenza Picena ,Portorecanati e Loreto.

Il messaggio che i due relatori di questo interessante incontro all’Unitre hanno lasciato, è che “Il sincretismo religioso,se usato per comprendere e condividere,non per sostituire,potrebbe portate l’uomo a superare i contrasti e a creare un mondo migliore”





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-12-2018 alle 10:15 sul giornale del 29 dicembre 2018 - 478 letture