utenti online

x

SEI IN > VIVERE OSIMO > ATTUALITA'
articolo

Alla fine del 2018

2' di lettura
398

Siamo giunti al termine di questo anno 2018, che si porta via o ci lascia l'ombra dei disastri? La sciagura di Corinaldo, l’attentato terroristico di Strasburgo, il crollo del ponte “Morandi”, che effetti hanno sulle persone?

Le immagini e i ricordi di morte e di minaccia riportano inevitabilmente le nostre connessioni neuronali ed emotive sul versante, alquanto tortuoso, dell’immaginario sociale dell’Uomo.

Gli eventi drammatici, legati ai disastri, provocano in tutte le persone, anche quelle non coinvolte direttamente e lontane chilometri, delle reazioni psico-fisiche intense e degli sconvolgimenti nella percezione stessa di Sé dell’Altro e del Mondo; l'immaginario collettivo.

Le caratteristiche principali di tali eventi drammatici sono: L'imprevedibilità e l'incapacità di controllo. Lo stato emotivo connesso riguarda il senso di impotenza, paura e rabbia. Così come nelle prime ore di vita, l'istinto materno di protezione, risponde ai bisogni di vicinanza del neonato; nell'adulto la percezione di un contesto sicuro dipende dalla fiducia che egli pone verso gli Altri e il mondo.

Quando però viene a mancare tale sicurezza di base, è molto probabile vivere in un perenne stato di allerta, che inevitabilmente logora la salute mentale e il benessere delle persone.

Ed ecco che oggi la sicurezza rispetto al Mondo e all'Uomo diviene sempre più sfumata; vi è un palese aumento di stati ansiosi importanti, e sopratutto del desiderio “di essere per SE”, in quanto ipoteticamente più controllabile, prevedibile e sicuro.

Stiamo e siamo sempre più soli. Come osserva il prof. Cigoli, viviamo nella società dei single, dove la generatività dell'epoca precedente viene sostituita dall'esperienza dallo stare bene da soli e per se.

Erikson scriveva che “l'uomo maturo ha bisogno che si abbia bisogno di lui e la maturità ha bisogno di essere guidata e incoraggiata da ciò che è stato prodotto e di cui bisogna prendersi cura”.

Sarà da chiedersi se è ancora così.

Buon inizio 2019



Questo è un articolo pubblicato il 28-12-2018 alle 09:35 sul giornale del 28 dicembre 2018 - 398 letture