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Il vero allarme sicurezza in Italia è la violenza sulle donne

3' di lettura 17/11/2018 - Sono ancora troppe le donne che subiscono violenza, specie tra le mura domestiche. Ogni anno sono più di 100 le donne uccise da chi diceva di amarle, ma in realtà intendeva solo possederle e dominarle come un oggetto, al punto di poterne disporre la morte; una ogni 60 ore.

A questi numeri angoscianti si devono aggiungere poi tutte quelle donne che quotidianamente subiscono violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, ad opera del proprio compagno o marito.

Il termine femminicidio definisce “ la violenza su una donna in quanto donna, esercitata sistematicamente allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne l’identità attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico, fino alla schiavitù o alla morte.”

Occorre dunque avere la consapevolezza che la figura dell’uomo maltrattante non ha territorialità, non ha categorie, non è frutto di emarginazione, non appartiene necessariamente ad un basso ceto sociale e non ha disturbi psichici.

Dietro il fenomeno del femminicidio c’è piuttosto il persistere di una cultura antica e patriarcale, che vede nell’uomo la figura forte e virile, dominante nella coppia, e nella donna il soggetto debole e inferiore, un doverosamente sottomesso “angelo del focolare”.

Sono stereotipi culturali ancora profondamente radicati nel nostro paese, che fanno sì che il femminicidio sia una tragedia fortemente sottovalutata, minimizzata e, peggio ancora, normalizzata, dove gli uomini autori di violenza sulla “propria” donna sono giustificati e deresponsabilizzati.

Per tenere alta l’attenzione e le azioni su questo allarme sociale è stata istituita nel 1999, dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, ricorrente il 25 Novembre.

È una data importante, per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non si deve restare indifferenti di fronte al crescente numero di donne che subiscono violenza. L’Amministrazione Comunale, su proposta della Consulta Donne Pari Opportunità, ha deciso di ricordare questo impegno con una installazione collocata all’interno dell’atrio comunale, visibile dal 19 al 29 Novembre.

Il colore rosso, come le sfumature dell’amore e del sangue; orme rosse, quelle lasciate dalle donne uccise; e un elenco di nomi, che non finisce mai… : un’icona forte, che lascia trasparire la forza della violenza quando colpisce.

La battaglia, però, non si può limitare a questa data. Ogni giorno si deve lavorare per liberare le donne dalla violenza in ogni sua forma. La città di Osimo ha per questo recentemente costituito un tavolo di lavoro cittadino che vede riunite tutte le figure istituzionali e associative in un progetto di collaborazione e di lavoro comune contro la violenza sulle donne, per porre in essere ogni azione istituzionale possibile ed efficace di tutela.

Continua poi l’appoggio alle iniziative culturali miranti a contrastare gli stereotipi di genere che sono alla base di una visione errata delle donne e degli uomini nella società; inoltre subito a seguire abbiamo aderito alla proposta del gruppo SNOQ Osimo , un seminario dal titolo ‘Parole Violente’ che tratterà il tema del linguaggio della narrazione della violenza sulle donne nei mass media; l’evento si terrà a Palazzo Campana il 4 dicembre prossimo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-11-2018 alle 16:59 sul giornale del 19 novembre 2018 - 425 letture

In questo articolo si parla di cultura, pari opportunità, osimo, iniziative, Comune di Osimo, consulta, violenza contro le donne

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