Liste Civiche: "parafrasando molto, ma molto umilmente quello che scriveva Pasolini sul Corriere della Sera "IO SO"

2' di lettura 14/11/2018 - Il clima che si è maturato è il frutto amaro di quanto, troppo, è stato promesso a ogni persona in questi anni. Non si è trattato di dare speranza per un futuro migliore a tutti coloro che avevano esigenze di lavoro, ma di proporre una sistematica furbata a vantaggio di chi si sarebbe dichiarato più vicino politicamente e personalmente.

Sono state ingrossate (esi continua a ingrossare) a dismisura le file di dipendenti che oggi tengono incrociate le braccia per esubero di personale. E ancora, si è andato a solleticare continuamente l'istinto delle persone facendo credere che il posto sicuro era in arrivo da lì a poco.

Si è arrivati persino a tagliare lavori affidati a cooperative ( sinonimo di aiuto a persone povere o in difficoltà), pur di poter contare su nuovi posti da promettere in sostituzione di quelli tagliati, e quindi nuovi voti di assunti e familiari.

Tutti ci hanno creduto pensando che le promesse della politica fossero sinonimo di posto sicuro. Invece non è mai così, perché per uno che entra, 100 rimangono delusi e si sentono poi presi in giro a fronte dei pochi privilegiati che sbandierano la loro appartenenza sui social o nei luoghi di lavoro come se fossero intoccabili (mentre nessuno oggi lo è più).

La "bolla speculativa" creata non poteva durare in eterno, senza i risvolti negativi di chi chiede, certo in modo illegale, il rispetto della promessa ricevuta e che invece di essere mantenuta è stata moltiplicata come i pani e pesci di Cana.

Risvolti che se fossero veri (la solidarietà non manca certamente e ferma restando la condanna di ogni atto intimidatorio) troverebbero la prima causa in chi ha fatto costantemente leva sulle promesse a chiunque, come unico mezzo per il viatico elettorale, mica per il bene della città e di chi non ha lavoro.

In futuro, passata la sbornia, finite le minacce vere o presunte, resteranno tante società, aziende e strutture che avranno difficoltà a mantenere le ondate di assunzioni, pena il sovraccarico del peso economico per anni sui cittadini.

E sarebbe il quarto dono che in così poco tempo si riceve dopo la dismissione dell'ospedale, la svendita dell'Astea e il deserto della città storica.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-11-2018 alle 08:56 sul giornale del 15 novembre 2018 - 1805 letture

In questo articolo si parla di opposizione, politica, dipendenti

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