Al via il ciclo-raduno “La Liberazione”: tra sport, storia e riscoperta del nostro territorio

2' di lettura 06/07/2018 - E’ tutto pronto sulla linea di partenza de “La Liberazione”, il ciclo raduno organizzato dalla Sportware in collaborazione coi rievocatori storici dell’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona, della Civica Galleria del Figurino Storico di Osimo e dell’associazione storico culturale Filottrano 44.

Tanta è l’adrenalina e l’attesa tra i ciclisti giunti da tutta Italia per partecipare a questa manifestazione sportiva unica nel suo genere: sport e storia uniti nel bellissimo scenario della valle del Musone e delle nostre colline, teatro delle dure battaglie tra forze alleate, tedeschi e partigiani che nell’estate del 1944 portarono alla liberazione della citta di Ancona e del suo strategico porto. Partenza domenica 8 luglio 2018 alle ore 9.00 da Piazzale Grande Torino ad Osimo.

La carovana dei partecipanti ai due circuiti (quello lungo di 70 km e quello corto di 43 km) e dei rievocatori storici con i veicoli militari scenderà verso Campocavallo dove si uniranno agli adulti i bambini che faranno una passeggiata in bici nell’anello della pista ciclabile compiendo un percorso pianeggiante di 8 km. Gli adulti proseguiranno a velocità controllata fino a Fornace Morando, dove i due percorsi si separano: a sinistra verso Montoro e Filottrano il percorso lungo; dritto verso Santa Paolina e Molino Sampolo il percorso corto.

Lungo i due circuiti ci saranno 5 checkpoint in cui i rievocatori storici in uniformi dei rispettivi schieramenti timbreranno il road book dei ciclisti per attestare il loro passaggio. “La Liberazione” toccherà diversi luoghi altamente simbolici come il monumento ai martiri del XXX giugno 1944 a Filottrano, il cippo della battaglia del Musone, la stele in ricordo dei soldati italiani che liberarono la frazione di Monti di Santa Maria Nuova, la Rocca di Offagna, fino a giungere al monumento alla Resistenza e alla Liberazione del 25 aprile 1945 in via Lionetta ad Osimo dove sarà posizionato il traguardo. Percorsi impegnativi dunque, ma ricchi di storia e di identità da riscoprire.

I nostri borghi e le nostre campagne sono restati immuni per fortuna dalla spettacolarizzazione di un mondo globalizzato troppo spesso superficiale e cinico. Prendere una bici e ripercorrere i nostri territori, eterni e silenziosi testimoni di noi stessi, beni comuni nel senso più vero del termine, ultime roccaforti di libertà sempre fruibili e di “liberazione” dall’omologazione globalizzata, ci farà riavvicinare alla nostra autenticità e ci farà bene. Sarà un’esperienza unica che ci farà tornare a casa con un frammento di questa bella verità da condividere con i nostri cari e con le persone che conosciamo.


da Sportware
      www.sportware.org





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-07-2018 alle 15:45 sul giornale del 07 luglio 2018 - 470 letture

In questo articolo si parla di arte, attualità, storia, sport, territorio, cicloturistica

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