AIF Onlus: la Fibroguida, quando l’autonomia diventa un problema

3' di lettura 29/04/2018 - Anche se oggi la macchina è diventata un mezzo necessario per la propria indipendenza, non tutti sono in grado di poter utilizzare questo veicolo. Una categoria di persone che spesso hanno problemi alla guida sono i fibromialgici, non solo per la tipologia di farmaci che spesse volte assumono (per fortuna non tutti), ma perché guidare per troppo tempo assumendo una posizione seduta fissa può peggiorare il dolore.

Noi dell’Associazione Italiana Fibromialgia Onlus, questa volta parleremo del problema della guida in questo tipo di pazienti. La posizione che si assume guidando, se effettuata per parecchie ore, è poco ben tollerata anche dalle persone comuni, ancor peggio se parliamo di chi soffre di fibromialgia.

La posizione seduta è spesso causa di mal di schiena, in modo particolare se manca una adeguata preparazione muscolare delle pareti addominali e paravertebrali, che non sostengono come dovrebbero la colonna quando vi è una anomalia di postura. Il carico posturale non risulta ben compensato se la colonna vertebrale non è in estensione.

Pertanto questa postura scorretta, a lungo andare può provocare problemi ai dischi, facendo consumare i cuscinetti posti fra le vertebre che hanno funzione di ammortizzatori. Il problema però non è soltanto a carico della schiena, ma si può passare facilmente al mal di collo, per non parlare poi delle gambe che devono, per tutta la durata della guida effettuare movimenti ripetitivi che possono dare origine al fastidiosissimo "formicolio".

Questi disturbi possono essere prevenuti svolgendo attività fisica regolare, in modo particolare effettuando esercizi per la rieducazione posturale, scegliere dei sedili possibilmente anatomici ed ergonomici e prediligere il cambio automatico rispetto al manuale perché consente di affaticare meno i muscoli della schiena e delle gambe.

Il problema della guida, per un fibromialgico, non riguarda esclusivamente l’apparato muscolare, ma bisogna prestare attenzione al sistema nervoso e ai disturbi del sonno. Uno dei disturbi che sono molto frequenti in questo tipo di pazienti è rappresentato da una sensazione di intorpidimento e confusione, che all’inizio può sembrare un sintomo banale, ma invece con il tempo ci si rende conto di essere immersi in una sorta di “nebbia mentale o fibro fog”.

Se questa “confusione” avviene mentre si è alla guida potrebbe capitare di non ricordarsi dove si sta andando o tante altre azioni particolari come fermarsi all’improvviso in mezzo alla strada, mettendo in pericolo se stessi e gli altri.

Altro pericolo può venire dal “sonno non riparatore” che spesso i fibromialgici non sostengono. In pratica la quarta fase del sonno (fase delta) se non attiva il suo ruolo riparatore, si avrà la fase di ipersonnia, svegliandosi durante la notte e non potendosi riaddormentare, la mattina ci si alza stanchi come se non si avesse dormito.

Pertanto mettersi alla guida quando si è in questo stato non è la soluzione più saggia da seguire. Altro problema da non sottovalutare, è che i pazienti fibromialgici sono sensibili al rumore e alla luce, pertanto posso sopraggiungere nausea, vertigini, tremori e attacchi di panico che possono a loro volta causare mal di testa con un crescente aumento del dolore.

Forti rumori o una grande intensità di luce possono distrarre facilmente diventando molto pericolosi durante la guida. Dato che la fibromialgia può influenzare la vista, sarebbe consigliato evitare di guidare la notte.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2018 alle 21:14 sul giornale del 30 aprile 2018 - 564 letture

In questo articolo si parla di attualità, salute, informazione, malattia, dolore, associazione onlus, autonomia

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