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Teatrino Campana: intervista a Luisa De Filippo, figlia di Luca e nipote di Eduardo

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L'appuntamento della serata di martedì al Teatrino Campana,nell'ambito della sesta edizione di CINESIPARIO.INCONTRI E PROIEZIONI, Francesco Rosi tra cinema e teatro, ha visto la proiezione della commedia "Napoli Milionaria" di Eduardo De Filippo.

Nell'occasione abbiamo intervistato Luisa De Filippo, figlia di Luca e nipote di Eduardo. L'incontro, ha visto la partecipazione di Maria Procino, dott.ssa in Scienze librarie e documentarie, responsabile non solo dell'archivio privato di Eduardo e Luca De Filippo e di Francesco Rosi, ma anche delle biblioteche De Filippo e Rosi e la dott.ssa Giulia Lavagnoli ufficio stampa della Fondazione Culturale dell'Istituto Campana.

Fatte le presentazioni si è subito creata un atmosfera di colloquialità ed alla prima domanda, come è nata l'idea della rassegna dedicata a Francesco Rosi al Teatrino Campana ne è nato un racconto fatto di ricordi, cinema, teatro.

L'idea, ci racconta Luisa " nasce dal piacere e dalla volontà di avere voluto portare in una città come Osimo, il messaggio che la commedia Napoli Milionaria porta con se, raccontando la guerra e le sue conseguenze, dalla miseria al degrado fisico e morale degli uomini, una storia purtroppo ancora oggi attuale, una morale che va al di la del tempo e che può essere collocata in tante città". Da questa affermazione possiamo dire che tanto suo nonno quanto suo padre fossero non solo grandi artisti ma anche degli uomini attenti a ciò che li circondava, capaci di cogliere, indagare l'animo umano.

Luisa ci risponde di si e qui interviene Maria che sottolinea, avendo lei lavorato a fianco di Eduardo e Luca per molti anni la grande serietà di questi artisti che avevano la capacità "di portare alla luce uno degli aspetti fondamentali nella loro poetica teatrale, quello di sapere metterte in scena l'animo umano ponendo una forte attenzione alle tante sfumature che una società civile deve tenere in considerazione nel raccontare la vita degli uomini.

Una professionalità che Maria ci racconta trovare, come eridità in Luisa e nel resto della famiglia, che a seguito dell'improvvisa scomparsa di Luca non solo ha saputo portare avanti i tanti progetti teatrali e non ma ha sopratutto saputo essere unita come famiglia cosciente delle tante responsabilità che comporta avere preso in mano la gestione della Compagnia Teatrale e della Fondazione Eduardo De Filippo.

A proposito della Fondazione abbiamo chiesto ad entrambe quando verrà inaugurata la Mostra su Eduardo e Luca De Filippo che partirà da Napoli e girerà tutta l'Italia. A questo proposito Maria ci dice subito " stiamo organizzando un lavoro che ha l'intenzione di creare non tanto una mostra personale ma una mostra che nella totalità racconti queste due figure artistiche a 360°, dagli scritti privati,inediti, alle sceneggiature teatrali, agli appunti che hanno portato alla messa in scena delle commedie, agli appunti tecnici mentre lavoravano a teatro".

Ed è qui che Luisa si inserisce dicendoci" papà era un uomo non molto ordinato e la mole di scritti che ci ha lasciato è molta e questo mi stupisce perchè in realtà la compagnia teatrale lo assorbiva così tanto che non avrei mai pensato di trovare così tanto materiale inedito".Possiamo allora dire che questa eredità familiare che lei ed i suoi famigliari avete raccolto finora porta con se grandi responsabiltà?

"Direi di si ma la cosa non mi pesa, non ci pesa", ci dice Luisa " papà non ci mai spinti a seguire le sue orme, in casa abbiamo sempre e comunque magari anche involontariamente respirato l'arte teatrale ma quando io e mie fratelli ci siamo trovati a gestire la Fondazione, la Compagnia ed i tanti progetti in atto ci siamo resi conto solo in quel momento quante persone e quanto lavoro ci siano dietro a queste situazioni e di come senza il supporto di Carolina, la compagna di mio padre, ora presidente della Fonazione e di Maria, figura indispensabile che noi consideriamo di famiglia, sarebbe stato tutto molto più difficile e magari meno realizabile".

A questo proposito Maria ci sottolinea come la figura di Carolina, dalla scomparsa di Luca, sia stata il legante, la forza sulla quale potere contare per proseguire un cammino iniziato tanti anni prima che attraverso la fondazione realizza progetti, borse di studio, crea situazioni reali per tutti quei ragazzi a rischio emarginazione sociale e devianza , l'esempio è il contatto creato dalla famiglia De Filippo con il carcere minorile di Nisida che sia per Eduardo che per Luca sono stati parte fondamentale non solo come pensiero poetico ma come uomini seriamente impegnati nel creare una cultura capace di dare risposte a condizioni di vita difficili, esattamente come quelle che poi erano capaci di mettere in scena e raccontare al grande pubblico.

Foto: (in alto, Luisa De Filippo; fondo articolo, Francesco Rosi e Luca De Filippo)





Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2018 alle 13:10 sul giornale del 22 febbraio 2018 - 16901 letture