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comunicato stampa

Loreto: inaugura mercoledì 14 febbraio, al Bastione Sangallo la mostra di fotografia artistica dell’architetto Vito Sforza

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Una mostra che racconta e interpreta fatti di particolare attualità come il multiculturalismo ei flussi migratori: il 14 febbraio a partire dalle 17:30, presso il Bastione Sangallo di Loreto , verrà inaugurata dal Sindaco Paolo Nicoletti , insieme all’ Assessore al Turismo Fausto Pirchio , la mostra di fotografia artistica dell’architetto Vito Sforza di Grottammare, intitolata PAESAGGIO UMANO.

Uguaglianze e disuguaglianze nell’era globale . Dopo la presentazione della professoressa Daniela Simoni , critica artistica e letteraria, è previsto un intervento dell'avvocato Maria Rita Bartolomei – antropologa e counselor - che ha curato il catalogo insieme allo stesso Vito Sforza.

Le opere proposte affrontano tematiche attualissime e approfondiscono in particolare i temi relativi al multiculturalismo e ai flussi migratori. I processi di globalizzazione e i loro effetti imprevisti e imprevedibili rendono evidente l’estrema difficoltà di un’integrazione autentica, espressione di un congruo passaggio ad una società effettivamente multietnica, e continuano a porre sfide ulteriori all’umanità.

Di conseguenza, il progetto di fotografia artistica esposto da Vito Sforza non ha intenti prettamente documentaristici, ma aspira a presentare la specificità di culture diverse non come un problema, ma come un’opportunità che, se adeguatamente considerata e ottimizzata, rappresenta un indubbio valore aggiunto.

Le immagini proposte raccontano scene di vita quotidiana catturate in contesti geograficamente e culturalmente molto distanti tra di loro. Esse ritraggono persone in situazioni diverse, con usi e costumi assolutamente eterogenei che, però, nell’intento dell’autore costituiscono nel loro insieme gli elementi caratteristici di un unico paesaggio umano universale.

Un paesaggio che propone un comune denominatore: la densità emotiva delle relazioni che si instaurano non solo tra i soggetti rappresentati, ma anche tra loro e l’autore e, soprattutto, tra loro e il fruitore. Questo diviene il principio unificatore di tutto il lavoro, il simbolo della possibilità di reciproca armonica compresenza delle diversità.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2018 alle 16:43 sul giornale del 14 febbraio 2018 - 563 letture