Confartigianato: l’artigianato della Valmusone non ha ancora imboccato la strada della crescita. Nel 2017 hanno chiuso 154 imprese artigiane

2' di lettura 30/01/2018 - Luci ed ombre per l’artigianato e la piccola impresa della zona di Ancona Sud. Ci sono dei margini positivi, ma sono deboli e, approfondendo l’esame dei dati, le imprese non stanno ancora avviandosi in un percorso di investimento sui business del futuro e di solida crescita.

Questa in sintesi l’analisi svolta da David Coppari , presidente del comitato territoriale di Osimo della Confartigianato, e Paolo Picchio , responsabile territoriale, alla luce dei dati più recenti sulle iscrizioni e cessazioni dell’artigianato elaborati dall’Ufficio Studi Confartigianato.

Nel 2017 sono nate 158 attività artigiane, quasi pari le cessazioni (154), per un saldo positivo di 4. Nel 2016 le cessazioni erano state più numerose (188) e a fronte di 140 iscrizioni l’anno si era chiuso in campo negativo (-48). Oggi le difficoltà del mondo imprenditoriale traspaiono dal dato del calo (-3) dei servizi alle imprese (che era già negativo da tempo) e dal dato - ancora stazionario - di un settore che pesa in termini di economia come quello delle costruzioni e dell’arredo casa.

È ancora attuale – continuano Coppari e Picchio della Confartigianato – la necessità da parte delle Istituzioni e di tutti gli attori coinvolti di moltiplicare impegno e sinergia per continuare a intervenire a supporto della competitività delle piccole imprese e dell’artigianato locale con iniziative mirate.

La crescita dei servizi alla persona (+8) è positiva come dato di orientamento alla propensione di soggetti nuovi a collocarsi nel mondo del lavoro autonomo, ma frequentemente crea strutture aziendali molto snelle con una media di occupati per impresa ridotta.

Una importante sfida tocca le nuove aziende del comparto manifatturiero, in aumento (+4) sia a Castelfidardo, sia ad Osimo, che dovranno strutturarsi, consolidarsi e ricavarsi spazi di business di nicchia e ad alto valore aggiunto.

Gli interventi necessari sono - da tempo - quelli che il sistema Paese ha difficoltà a mettere in campo in modo efficace: ridurre la burocrazia e la pressione fiscale, facilitare l’accesso al credito, sviluppare le collaborazioni tra le aziende (reti tra imprese) e tra le imprese e il mondo della scuola, divulgare le competenze digitali e sostenere i progetti innovativi, accompagnare le MPMI sui mercati esteri con azioni di supporto all’internazionalizzazione.

Confartigianato è certa – concludono Coppari e Picchio – che le MPMI continueranno a svolgere un forte ruolo di ‘agenti di sviluppo’, contribuendo con il proprio lavoro, creatività e competenza a fare la differenza, per reagire e per rilanciare il nostro Paese nel mondo






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2018 alle 15:01 sul giornale del 31 gennaio 2018 - 1826 letture

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