M5S: "Requiem per un combattente"

4' di lettura 03/01/2018 - Ferdinando Imposimato ha lottato tutta la vita per la giustizia, la democrazia, la legalità e la libertà. Ci ha lasciato proprio all'inizio di questo 2018, un anno carico di grandi speranze ed attese per il nostro Paese, un Paese che amava profondamente.

Il Movimento 5 Stelle di Osimo è stato onorato ed orgoglioso di averlo ospitato nella nostra città nell'ottobre del 2016 in una delle sue ultime battaglie: quella in difesa della Costituzione. Ammirammo personalmente la tenacia infaticabile nel girare il nostro Paese in lungo e in largo per diffondere la verità sulle pericolose motivazioni che stavano all'origine della riforma costituzionale voluta a tutti i costi da Renzi, Verdini, Berlusconi (seppur ufficialmente dichiarò il contrario), e i poteri forti che rappresentano. Sappiamo tutti come andò a finire: il popolo italiano col referendum del 4 dicembre 2016 bocciò sonoramente quella riforma antidemocratica.

Nella Sala Grande del Comune semi deserta prima della conferenza, Imposimato scherzava con noi sulla riuscita dell'evento che si sarebbe tenuto di lì a poco: “Al massimo oggi vengono 27 persone. Ormai ho un certo occhio...”, ci disse. Capimmo in un momento che quella grande persona, praticamente un pezzo di Storia del nostro Paese, uno dei più eccezionali servitori dello Stato in qualità di giudice istruttore dei più importanti processi contro la criminalità organizzata e il terrorismo, aveva anche una grande umanità e simpatia.

Coi suoi 80 anni era salito sulle scale del Palazzo Comunale quasi di corsa, sorprendendoci per la sua vitalità, ma quello non era niente in confronto al fervore e all'entusiasmo con cui avrebbe poco dopo incantato il pubblico durante la conferenza. Ovviamente Imposimato con le sue previsioni, si sbagliava. E si sbagliava di grosso, perché piano piano, nel corso dei minuti, la Sala Grande cominciò a riempirsi fino a straripare.

Molte persone furono costrette a rimanere in piedi, altre addirittura non riuscirono ad entrare e si dovettero accontentare di ascoltare il Presidente dall'ingresso adiacente. Subito il pubblico percepì l’umanità, la simpatia, il coraggio e la grande determinazione di questo uomo. L’emozione era palpabile ed esplose in una standing ovation, quando Imposimato concluse il suo lungo intervento citando a memoria Calamandrei e il suo celebre discorso agli studenti sulla Costituzione che si conclude così: “Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”.

Dopo la conferenza, avemmo il piacere di ospitare i coniugi Imposimato a pranzo, dove l'allegria partenopea del Presidente si alternava alle sue riflessioni sulla politica contemporanea e al racconto di testimonianze ed aneddoti sui principali processi di cui era stato istruttore, dal processo Moro a quello a Sindona, a quello alla banda della Magliana. Imposimato ha pagato a caro prezzo la sua onestà e il suo coraggio: nel 1983 la camorra assassinò suo fratello Franco per una vendetta trasversale.

La Signora Imposimato ci raccontò il dramma di quel periodo della loro vita, con la paura per le figlie ancora piccole, la scorta giorno e notte, e l'angoscia continua. Ed è proprio lì che abbiamo capito che tipo di persone fossero i coniugi Imposimato. Arrivare a quei livelli nella magistratura per qualcuno avrebbe potuto essere un punto di arrivo. A qualcuno sarebbe bastato sedersi su quella poltrona e dire tra sé e sé: “Perché correre pericoli? Ho un ottimo stipendio, sono servito e riverito. Che voglio di più?”.

Ma non è stato così per Ferdinando Imposimato che non ha mai smesso di mettersi al servizio della verità, proseguendo le sue battaglie al servizio della giustizia fino alla fine senza tentennamenti, così come non si è mai fatto intimorire quando in qualità di giudice istruttore istruì il processo Moro, il processo Sindona, quello alla banda della Magliana, al terrorismo, ad alti prelati, a finanzieri, a usurai, a costruttori, a politici ed amministratori. Nonostante le minacce ricevute e l'assassinio del fratello Franco.

L'ultima volta lo abbiamo incontrato e salutato in Piazza Montecitorio a Roma. Era l'11 ottobre 2017 ed eravamo andati a manifestare pacificamente contro il Rosatellum bis, l'ennesima legge elettorale porcata. Noi c'eravamo e c'era anche Ferdinando Imposimato, che al termine della manifestazione, chiese ed ottenne la parola ed infiammò il pubblico con uno dei suoi ultimi discorsi pubblici.

Grazie Presidente. Grazie per la sua umanità, il suo impegno civile e l'amicizia di cui ci ha onorato. Lei è stato un grande combattente. La porteremo nel nostro cuore, rafforzati dal calore che il luminoso esempio della sua vita ci ha donato.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-01-2018 alle 16:22 sul giornale del 03 gennaio 2018 - 115 letture

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