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Lutto nel mondo del ciclismo, se n’è andato Rodolfo Graciotti

3' di lettura 03/09/2017 - Rodolfo Graciotti se n’è andato all’ospedale anconetano di Torrette. Celebrazione dei funerali: lunedì 4 settembre, alle 16.30, nella chiesa della Sacra Famiglia di Osimo. Le primavere vissute e compiute da Rodolfo Graciotti erano 71.

La 72^ era scontatamente nel mirino (“Sei ancora un ragazzino !” gli dicevano nei festeggiamenti dell’ultimo compleanno). Lo spirito era lo stesso di sempre così come la riservatezza, il rispetto, l’onestà, l’amabilità, il lavoro, la semplicità, la precisione, l’entusiasmo, l’intimo orgoglio di ‘tirar su’ il futuro rappresentato dai giovanissimi e dagli esordienti. Diversi dei quali già saliti ai piani alti.

Diversi dei quali nel pieno della crescita, proprio in questa stagione, con le maglie delle nuove società, come da naturali approdi e intelligenti gemellaggi. Tutti li seguiva e applaudiva, a corretta distanza. Come aveva seguito ed applaudito l’Aquila di Filottrano, Michese Scarponi. Vogliamo rileggere la vita di Graciotti sull’ondulato tracciato delle sue tappe educative.

L’estrema attenzione responsabile ad ognuno dei bambini e ragazzi affidatigli dalle famiglie e dai dirigenti (sé stesso in primis, quale anche presidente dei Senza Testa – Osimo). La mano sulla spalla, incoraggiante e autorevole al tempo stesso.

La presenza sul palco delle società premiate, in virtù del bel gioco di squadra ogni volta espresso. Quei premi ricevuti, soprattutto in natura, destinati successivamente agli stessi ragazzi e ai loro familiari, nei momenti di immancabile e rituale festa conviviale con tutto il gruppo.

Quelle personalità, quegli amici e quei ‘colleghi -educatori’ con i quali condividere lo sforzo della missione. Che per lui era ‘possibile’ nonostante i non pochi ostacoli, determinati innanzitutto dal delicato momento di sviluppo di ogni pedalatore in erba e dai sottili equilibri della complessa comune convivenza.

Le sue squadre (dopo la chiusura del ciclo dei Senza Testa) erano lo Sporting Club S.Agostino – Castelfidardo ed il G.C. Osimo Stazione. Uno sforzo, un’ubiquità, una sfida ed un attaccamento difficilmente credibili e descrivibili. Rodolfo però poteva. E voleva.

Quale massimo testimonial di Ruote e Cultura. Innumerevoli i messaggi di cordoglio e condoglianze espressi alla famiglia Graciotti, tutta scontatamente ‘pedalata’: la moglie Gabriella, i figli Guido e Alessandro. Il vuoto lasciato da Rodolfo è sentito innanzitutto dai suoi presidenti, il fidardense Bruno Cantarini (affiancato da Luciano Angelelli, Albino Cittadini e ‘sportingclubiani’ tutti), l’osimano Severino Antonella (scortato dal vicepresidente Roberto Lucchetti e dai ciclofili della Stazione).

Vuoto che è della Federciclismo tutta, della Federciclismo Marche e della Federciclismo Anconetana, come testimoniano i dirigenti Lino Secchi e Tania Belvedersi. Lo spessore del direttore sportivo, del volontario e dell’uomo esemplare viene reso appieno dal sindaco di Osimo (anch’egli di alta scuola ciclistica) Simone Pugnaloni e dal suo predessore Stefano Simoncini (sempre presente alle vernici ed agli eventi rossoblù).

Le soddisfazioni e le emozioni di una vita in ammiraglia? Tante e tali da ripagare rinunce e sacrifici. Scattiamo alcuni flash. Il protagonismo del talentuoso Gianmarco Garofoli. La sinfonia di squadra che ha condotto al successo in casa ed al titolo marchigiano il quattordicenne Antonio Pio Bevilacqua.

L’affermazione nel Polittico Giovanile, specchio di quella promozionale politica fortemente formativa perseguita dal portoelpidiense Sauro Mazzante, che è stato il primo a ricordare Rodolfo in sede di gara nel giorno stesso della sua scomparsa, questo grigio sabato 2 settembre 2017, a Fermo nel carosello ‘Bimbi e Bici in Piazza - Più felici più sicuri’ (“Abbiamo perso un grande personaggio”).

Vogliamo ricordare due ‘ultime volte’ dell’Ammiraglio dei Verdissimi. In ‘C come ciclismo’ a Tvrs (lunedì 3 luglio scorso, con la vociante ed allegra ‘ciurma’ del G.C. Osimo Stazione). Nella pesarese Osteria Nuova (domenica 27 agosto, con quella serena e fresca determinazione che nulla di luttuoso lasciava presagire).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-09-2017 alle 16:53 sul giornale del 04 settembre 2017 - 2554 letture

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