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Castelfidardo: sabato 6 maggio, si conclude la rassegna d'incontri de 'Abitiamo il bene comune'

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Con l’evento organizzato per il prossimo sabato 6 maggio si avvia alla sua conclusione la prima rassegna di incontri promossa a Castelfidardo dall’associazione culturale “Abitiamo il bene comune”. Ospite del prossimo sabato pomeriggio, alle ore 18.00 presso la “Libreria Aleph”, sarà la giovane scrittrice recanatese Rubina Carancini, vincitrice delle edizioni 2002 e 2003 del Premio Modello Pirandello e autrice della raccolta di racconti “Di normale niente” (ed. Giaconi).

Sarà lei stessa a proporre alcune letture dal libro, piacevolmente accompagnata dal flauto traverso del m° Agnese Cingolani, docente presso la locale Scuola civica di musica “P. Soprani”. Il filo rosso che ha tenuto insieme le attività progettate per questo ciclo di incontri (intitolato “Abitiamo il mondo”) è stata l’idea appunto del vivere pienamente nel mondo, ossia della possibilità di conoscerlo, descriverlo e rappresentarlo nella sua varietà e con tutte le difficoltà che questo comporta.

In questa prima stagione si sono volutamente alternati temi e linguaggi: da una parte un approccio fortemente ancorato a dati di realtà per affrontare la questione siriana in un primo incontro (ospite la giornalista Asmae Dachan) e alcuni temi che hanno a che fare con l’esperienza della disabilità nel terzo (con la professoressa Lidia Massari); dall’altra si è voluto dare spazio all’immaginario per affrontare il tema dell’identità e del senso di appartenenza.

Lo si è fatto attraverso il romanzo “L’inondazione” di cui Moreno Giannattasio ha discusso con l’autore, Adriàn N. Bravi. Vari luoghi sono stati lo scenario della rassegna: la biblioteca comunale; la sala convegni. Il percorso si concluderà per ora alla libreria Aleph dove si tornerà al linguaggio letterario. Come si legge nella quarta di copertina, “Di normale niente” presenta “venti racconti veloci e taglienti come schegge. La realtà è esplosa e le pagine ne hanno raccolto i pezzi.

Ogni pezzo è una storia. Ogni storia è una visione intensa, distorta, parziale. Niente è quello che è, tutto assume i colori e le forme dell'occhio che lo osserva e che, di volta in volta, ingrandisce un particolare e ne sfoca un altro, giocando a manipolare i personaggi e gli oggetti fino a renderli paradossali. Tragicità e comicità, lirismo e ironia, dolore e riso si mescolano insieme, poiché tutto è possibile, plausibile, permesso nell'unica e ultima realtà rimasta: quella interiore.”


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Associazione culturale Abitiamo il bene comune




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2017 alle 08:48 sul giornale del 06 maggio 2017 - 352 letture