La Fenice chiude la stagione con "Il borghese gentiluomo" con Emilio Solfrizzi

2' di lettura 18/03/2017 - «Il borghese gentiluomo» di Molière interpretato daEmilio Solfrizzi chiude domenica 19 marzo (inizio ore 21,15) il cartellone in abbonamento del Teatro la Nuova Fenice realizzato da Comune, A.S.S.O. e AMAT con il contributo di MiBACT e Regione Marche.

In questo allestimento prodotto da Roberto Toni per ErreTiTeatro30 con la regia di Armando Pugliese, sono in scena con Solfrizzi Viviana Altieri, Anita Bartolucci, Fabrizio Contri, Cristiano Dessì, Lisa Galantini, Lydia Giordano, Simone Luglio, Elisabetta Mandalari, Roberto Turchetta e Nico Di Crescenzo.

nor Jourdain sogna di diventare nobile. Adulatori e opportunisti assecondano la sua follia e lo raggirano pur di ottenerne un guadagno: il maestro di musica, quello di ballo, di scherma, di filosofia, ciascuno che predica la propria arte e scienza a fondamento dell’esser gentiluomo; rivali fra loro ma tutti ugualmente scrocconi.

Ad essi si contrappone la moglie del signor Jourdain che, pratica e razionale, cerca di farlo rinsavire. Alla coppia dei Jourdain si aggiunge quella formata dai rispettivi servitori: Nicoletta, simpatica e coraggiosa, e Coviello, innamorati tra di loro.

Ne nasce una farsa, chiassosa e colorata, tipica del teatro comico: quella del Gran Turco. Coviello si presenta a Jourdain in turco maccheronico e gli fa credere che il figlio del Gran Turco, di lignaggio reale, è qui per sposare la di lui figliola Lucilla. Il signor Jourdain, lusingato dalle promesse di nobiltà, cade nel tranello.

Di fronte all’ennesimo rifiuto del ‘borghese’ di dare in sposa sua figlia al non nobile ragazzo che la giovane ama, tutti d’accordo gli giocano la beffa finale. Anche la moglie, che pur criticandolo aspramente lo ha sempre protetto, si schiera contro lasciandolo definitivamente solo nella sua folle illusione.

Come l’avaro, come il malato immaginario, come l’ipocrita Tartufo delle omonime commedie, anche il borghese che sogna di diventare un gentiluomo è un archetipo. È il modello esemplare e imprescindibile del nuovo ricco, arrampicatore sociale e ambizioso che pretende di comprare col denaro meriti che non avrà mai.


da AMAT
Associazione Marchigiana Attività Teatrali
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2017 alle 08:47 sul giornale del 20 marzo 2017 - 545 letture

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