M5S: " la farsa Inrca/Ospedale di Osimo e la parata autocelebrativa del Pd"

3' di lettura 02/03/2017 - Nel consiglio comunale dedicato alla fusione Inrca-Ospedale di Osimo, la maggioranza pensava di concedersi una parata autocelebrativa, invitando i cosiddetti “tecnici” della sanità regionale a magnificare le lodi dell’operazione, come se gli osimani – intervenuti numerosi ad assistere alla seduta – avessero l’anello al naso.

Purtroppo per loro sono sbattuti male contro le puntuali osservazioni dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, ma soprattutto contro il buon senso dei cittadini. Il PD regionale, e quello osimano tutto proteso a scodinzolargli dietro, sanno bene che le fusioni sono sempre solo a vantaggio di chi assorbe l'unità operativa che di fatto alla fine andrà a chiudere.

Dire che c’è un’integrazione tra INRCA e ospedale di Osimo significa semplicemente mascherare il definitivo smantellamento dei reparti osimani avvenuto progressivamente nel corso di questi anni. Si annuncia l’ampliamento del Pronto Soccorso al secondo piano, ma si amplia in realtà la cosiddetta Osservazione Breve. Una volta si chiamavano astanterie.

Dopo il primo intervento di emergenza i pazienti vi stazioneranno per tempi più o meno lunghi, ma non potranno usufruire ad Osimo di reparti specializzati con personale medico e paramedico le cui competenze professionali portano ad un percorso diagnostico e terapeutico, che è lo strumento che permette la risoluzione del problema a lungo termine.

Se il Pronto Soccorso è la “bocca” di entrata della sanità, ad Osimo avremo la “bocca” ma non avremo lo “stomaco” (cioè i reparti alle spalle del servizio di emergenza) in cui “digerire” i problemi sanitari dei cittadini, poiché sono state volutamente non mantenute le professionalità che c’erano, e sono stati progressivamente indeboliti tutti i reparti dal punto di vista organizzativo e del personale.

Chirurgia ad esempio: con la fusione il reparto e la sala operatoria saranno accorpate ed opereranno prima o poi solo all’INRCA ad Ancona, (in attesa della struttura dell’Aspio, che nessuno sa quando sarà pronta). Ma che tipo di attività chirurgica farà un chirurgo di un ospedale geriatrico? Sarà il primario dell'INRCA a stabilire quale sarà, e inevitabilmente sarà quella che la politica che lo ha nominato gli dirà di fare.

L'INRCA è l’INRCA, e un ospedale di rete ha altre caratteristiche organizzative. Le due realtà sono incompatibili per requisiti ed obiettivi. L’ospedale di rete andava fatto in Val Musone, (non all’Aspio) e avrebbe servito un bacino di circa 100.000 abitanti. Quello che si farà all’Aspio sarà semplicemente un nuovo INRCA, che fagociterà l’ospedale di Osimo di cui resterà soltanto il nome nell’insegna.

Parole, impegni fumosi, frasi ad effetto non sostituiscono i fatti. L'hinterland a sud di Ancona è stato progressivamente svuotato delle strutture sanitarie di cui era dotato, che, seppure inadeguate erano reali, e che non sono state sostituite da analoghe altrettanto valide.

La dilatazione del servizio di emergenza non fa altro che mascherare la progressiva riduzione dei servizi sanitari per la popolazione della Val Musone. Un servizio di emergenza non può in alcun modo sostituire i reparti specialistici di diagnosi e cura. Il PD ha eliminato la sanità pubblica ad Osimo a via di promesse e buoni propositi, con il metodo della garrota, un'agonia lenta con uno smantellamento un poco alla volta.

E oggi ci vogliono dire che va tutto bene?! Non sono credibili. E mentre 11 milioni di italiani, tra cui tanti osimani, non hanno accesso alla sanità perché non possono pagarsela, le strutture private si sfregano le mani e contano avidamente i soldi che entrano nelle loro casse






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2017 alle 16:43 sul giornale del 03 marzo 2017 - 762 letture

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