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Area sud,continua l'emorragia di imprese. Picchio (Cgia Osimo): "difendere il nostro modello di sviluppo'

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paolo picchio

E’ passato un altro anno di stallo più che di ripresa e, ad Ancona sud, mancano all’appello altre 188 imprese artigiane. Da tempo l’artigianato del nostro territorio è in attesa di una ripresa, o forse bisognerebbe parlare meglio di una vera e solida ripartenza dell’economia.

Il quadro complessivo, dice il segretario della Confartigianato di Osimo Paolo Picchio, si conferma di difficoltà: le chiusure di aziende artigiane in base alle elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confartigianato su dati Unioncamere – Infocamere nel 2016 (188) non sono state compensate dalle 140 nuove attività imprenditoriali.

La contrazione delle imprese artigiane dipende sempre più dalla crisi che stanno affrontando le aziende del comparto edile ma anche del manifatturiero, settore più esposto alle trasformazioni imposte dalla globalizzazione dei mercati.

La crisi ha causato molti cambiamenti nella struttura economica, ma ha anche mostrato ancor di più la forza e la determinazione del suo tessuto connettivo formato da micro e piccole imprese che hanno dato e continuano a dare al nostro territorio quell’energia che è necessaria per reagire.

Dobbiamo difendere questo nostro modello di sviluppo, prosegue Paolo Picchio Segretario della Confartigianato di Osimo, tornando al primato dell’economia reale. Per questo motivo è urgente intervenire sia a favore delle nuove imprese e dall’altro creare le condizioni affinché la mortalità di quelle esistenti cali.

La nostra è la regione più manifatturiera d’Italia e tra le prime in Europa e continua nonostante tutte le difficoltà ad esprimere vivacità produttiva e intraprendenza imprenditoriale, grazie ad un tessuto di micro e piccole imprese che fanno della qualità la loro forza.

Servono iniziative capaci di supportare la piccola impresa e l’artigianato, servono provvedimenti che pongano questo comparto – che rappresenta la struttura portante della nostra economia locale – in grado di competere e sviluppare nuove strategie che inglobino ad esempio la diffusione delle competenze digitali a supporto di innovazione e internazionalizzazione.

È necessario perciò che tutti gli attori dello sviluppo intensifichino l’impegno e la collaborazione per favorire il rilancio di una competitività di sistema e il sostegno alla ripresa degli investimenti rimane elemento primario e decisivo per il rilancio dell’economia e dell’occupazione.

Servono inoltre incentivi, un accesso al credito adeguato, supporto all’innovazione, nell’edilizia appalti a misura di micro e piccola impresa, lo sviluppo di adeguate politiche per favorire l'internazionalizzazione delle MPI in termini di promozione commerciale all’export delle nostre imprese.





paolo picchio

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2017 alle 16:41 sul giornale del 10 febbraio 2017 - 681 letture