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Offagna: Cna lancia l'allarme sul futuro del Borgo Medievale, subito fusione con Osimo od Ancona?

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In questi giorni le cronache locali mettono in luce la drammatica situazione debitoria del comune di Offagna. Gravissime le ripercussioni: difficoltà nell’espletare servizi fondamentali come il Suap (Sportello Unico delle Attività Produttive), necessario per la nascita delle imprese, ma anche disagi nei servizi erogati da scuole e musei.

Già a maggio la Cna aveva ritenuto necessario avviare un dibattito tra la cittadinanza offagnese incentrato sulla necessità di vagliare l’ipotesi di una fusione, operando una scelta tra Ancona e Osimo, scelta che spetta solo ed esclusivamente agli abitanti e alle imprese di Offagna.

E’ evidente, infatti, che il calvario di questo Comune non si concluderà con le elezioni. Il dissesto è di tale portata (ultimo esempio la multa per lo sforamento di bilancio del 2015) che l’unica soluzione che vediamo è quella di una fusione con uno dei due Comuni limitrofi.

Per far sì, però, che tale operazione vada a buon fine, occorre un confronto pubblico trasparente e ragionato che ponga i cittadini di fronte alla realtà, altrimenti i debiti rimarranno ed il dissesto potrebbe far perdurare uno stato di malessere e restrizioni economiche più lungo di quanto si possa immaginare e sopportare.

Dall’altra parte occorre urgentemente, da parte dei comuni limitrofi, da Osimo passando per l’Unione dei Comuni fino ad arrivare ad Ancona, una solidarietà che permetta di alleviare le difficoltà della piccola comunità offagnese.

Riuscire in questo momento a condividere i servizi è fondamentale per la stessa sopravvivenza di quei servizi primari ad Offagna. “Secondo la Cna – spiega Andrea Cantori, segretario Cna Zona sud di Ancona – la soluzione fusione è ormai sdoganata, ma per avere successo, ed insegnano i precedenti, occorre assolutamente un dibattito interno che coinvolga la comunità: vero e senza menzogne per permettere di scegliere con libertà e soprattutto capire con chi fondersi (Osimo o Ancona).

Dall’altro canto, però, occorre che tale soluzione abbia delle garanzie per i cittadini in termini di centri decisionali e di erogazione di servizi: è evidente che la paura del piccolo Comune di fronte ai due grandi è quello di divenire marginale. Per tale ragione è fondamentale studiare per la fusione una governance che non mortifichi i cittadini di questa splendido paese”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-02-2017 alle 16:34 sul giornale del 08 febbraio 2017 - 1676 letture