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comunicato stampa

M5S: 'amarezza per i referendum sulla sanità. Iattura la fine del regime pubblico sulla salute'

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Quando la sanità pubblica nelle Marche sarà soltanto un lontano ricordo, forse un rimorso assalirà le vostre coscienze, pensando ai vostri concittadini impoveriti dall’austerity infinita della dittatura europea, che non potranno curarsi nelle strutture private che nel frattempo avranno preso il sopravvento; cittadini che avete lasciato in balia delle imposizioni di una giunta regionale arrogante che nel 2016 decise di chiudere ospedali e punti nascita un po’ in tutta la Regione.

Forse ripenserete a quando avevate la possibilità di fare qualcosa, aderendo al referendum proposto dal Movimento 5 Stelle che aveva semplicemente raccolto e concretizzato un’idea nata nei comitati spontanei di cittadini a difesa di quel poco di welfare che il neoliberismo dominante, coi suoi cani da guardia regionali (Ceriscioli) e nazionali (Renzi), ha voluto definitivamente spazzare via.

Forse ripenserete a quando vi eravate ribellati in massa, facendo sperare i vostri concittadini che veramente i sindaci sarebbero stati al loro fianco, qualcuno addirittura auto-sospendendosi dal PD per protesta, una boutade – col senno di poi – beffarda e addirittura ridicola.

Forse ripenserete a quando, il padrone – spaventato dal possibile esito di un atto di sovranità popolare che avrebbe sicuramente difeso la sanità pubblica dallo smantellamento – vi ha richiamato all’ordine e voi avete compiuto un imperdonabile voltafaccia, scodinzolando come cani ubbidienti dietro il PD regionale.

Ma forse non farete niente di tutto questo, perché la vostra coscienza l’avete persa già da tempo, come pure i vostri attributi. In fondo non ve ne frega niente dei vostri concittadini. Onore allora a quei sindaci che hanno portato avanti la battaglia con coerenza fino in fondo: Montelabbate, naturalmente, ma anche Osimo e Castelfidardo in Valmusone che hanno aderito fin da subito, in tempi non sospetti.

Onore poi anche a Urbino, Ascoli Piceno, Monteciccardo e Colli del Tronto, che seppure in tempi che forse non avrebbero permesso il raggiungimento del quorum dei 20 consigli comunali entro il 28 febbraio, (data limite per indire il referendum per il 2016), hanno comunque inviato un messaggio forte a Ceriscioli e alla giunta regionale: il vostro modello di sanità non va bene, tornate indietro!

Per tutti gli altri, oltre la nostra profonda delusione e quella dei marchigiani, restano le parole profetiche di un grande cantautore italiano, Rino Gaetano, che purtroppo ci ha lasciati prematuramente: “A te che non ami i servi di partito, che ti chiedono il voto, un voto pulito partono tutti incendiari e fieri, ma quando arrivano sono tutti pompieri”



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-02-2016 alle 17:09 sul giornale del 23 febbraio 2016 - 450 letture