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Punti nascita. Volpini: 'Non è una questione di tagli'

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fabrizio volpini

Tempo di bilanci per la sanità senigalliese. Dopo la riorganizzazione delle reti cliniche varata dalla precedente Giunta Regionale e i correttivi promessi dalla nuova Giunta Ceriscioli, per l’ospedale di Senigallia è ora di capire cosa cambierà e cosa no.

Dal problema delle liste d’attesa, alla carenza di organici e di posti letto per le lungo degenze al potenziamento della tecnologia a servizio della diagnostica per immagini. Dall’ultimo calcolo emerso in sede di Conferenza dei Sindaci, all’ospedale di Senigallia mancherebbero circa 25 unità di posti letto per le post acuzie. A radiologia manca la risonanza magnetica da anni e da aprile l’unità, che ha “perso” il primariato passato a Jesi con la riorganizzazione delle reti cliniche, perderà altri due medici per pensionamento, tra cui quello del dirigente Giovanni Consalvo. I medici in tutto saranno solo sei. A rischio ci sarebbe anche il mantenimento di servizi per cui l’ospedale senigalliese vanta una lunga e affermata tradizione come Senologia. Una situazione che però non sarebbe preoccupante.

“Senigallia ha un suo ruolo ben definito nell’ambito dalla riorganizzazione delle reti cliniche –afferma Fabrizio Volpini, presidente della Commissione regionale Sanità ed ex assessore comunale ai servizi alla persona- non si può parlare di cosa di perde o cosa si ottiene. Le risorse sono state suddivise equamente e in base alle necessità e molte delle problematiche segnalate mi risulta siano state superate”. Il riferimento è, ad esempio, alla nomina del nuovo primario di cardiologia, arrivata dopo anni di vacatio, al ripristino della dialisi estiva mentre per la nuova risonanza magnetica l’arrivo è annunciato per la primavera. “Al momento stiamo lavorando su tre questioni principali che dobbiamo chiudere entro il 31 dicembre –spiega Volpini- mi riferisco all’attuazione del riordino delle reti cliniche, al completamento della riconversione dei piccoli ospedali e al riordino del trasporto per le emergenze”.

Nel piano di riordino c’è anche la questione della chiusura dei punti nascita che tanto sta facendo discutere e protestare. Un “pericolo” scampato per l’ospedale di Senigallia ma non per altre realtà limitrofe come, ad esempio, Osimo. “Sulla questione dei punti nascita occorre fare chiarezza –sottolinea Volpini- non mi si venga a parlare di tagli per via dei costi. La ratio della riforma non è questa. Non c’è neanche alcuna volontà punitiva. A muovere nell’ottica di una riorganizzazione dei punti nascita sono ragioni prioritarie come la sicurezza del parto, sia per le gestanti che per i neonati, e l’attuazione di direttive europee, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Conferenza Stato-Regione datate 2010 e rispetto alle quali siamo indietro di quasi sei anni. Chiudere un punto nascita non compromette poi in nessuna maniera il funzionamento dei reparti di ginecologia e ostetricia”.



fabrizio volpini

Questo è un articolo pubblicato il 17-12-2015 alle 07:06 sul giornale del 18 dicembre 2015 - 745 letture