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Chiusura Ostetricia: dopo l'assemblea di giovedì M5S in regione chiedono l'impegno di Ceriscioli

4' di lettura 27/11/2015 - I consiglieri del M5S, Romina Pergolesi e Gianni Maggi, chiedono in una mozione l'impegno del presidente e della Giunta regionale a garantire l'operatività del reparto fino al completamento del nuovo sito di Aspio Terme di Camerano.

Mantenere l’attuale struttura organizzativa del reparto di Ginecologia ed Ostetricia all'ospedale di Osimo, fino al completamento del nuovo sito di Aspio Terme di Camerano, ampliata e potenziata con la presenza di una guardia ostetrica ed anestesiologica h24 per mettere sempre in sicurezza madre e bambino in caso di emergenza.

E' l'impegno chiesto alla Giunta regionale dai consiglieri del M5S, Romina Pergolesi e Gianni Maggi, contenuto in una mozione presentata oggi all'Assemblea legislativa. Giovedì sera sera ad Osimo, ad un consiglio comunale congiunto, 5 sindaci della Val Musone (Osimo, Camerano, Offagna, Castelfidardo, Recanati) hanno sottoscritto un documento condiviso che chiede al presidente Ceriscioli di ascoltare e mantenere le promesse fatte al territorio e perorare la giusta causa del mantenimento di una struttura di eccellenza che si vorrebbe chiusa solo ed esclusivamente per scelta politica, senza alcuna reale ed adeguata motivazione tecnica.

Di fronte ad un intera valle, quella del Musone che si ribella alle decisioni della Giunta regionale PD, scandalosa è stata l'assenza del Presidente Ceriscioli, dell' assessore Pieroni, del direttore dell' ASUR Marini, del direttore dell’A.V Bevilacqua, del dirigente "supremo" alla Sanità Ciccarelli, dei capogruppo consiliari regionali e degli componenti della commissione consiliare Sanità regionale invitati a confrontarsi. Solo il Movimento 5 Stelle, con la Consigliera regionale Pergolesi, ha dimostrato di avere veramente a cuore le problematiche del territorio, grazie anche all’impegno ed alla costante collaborazione con i Consiglieri Comunali, David Monticelli e Sara Andreoli, del M5S di Osimo. Imbarazzante la scena di esponenti locali del PD sul piede di guerra contro il Presidente Ceriscioli e la Giunta del loro stesso partito.

Se le forze politiche, PD in primis, vorranno garantire il mantenimento del punto nascite ed il diritto alle mamme della Val Musone, e non solo, di poter usufruire di questa eccellenza sul territorio, nelle prossime settimane in Consiglio Regionale lo potranno fare.

L'Ostetricia e la Ginecologia dell'Ospedale SS. Benvenuto e Rocco di Osimo, certificata dal Ministero della Sanità con il “bollino rosa” e dall'UNICEF come “Ospedale Amico del bambino”, risponderebbe al requisito previsto dall'accordo Stato-Regioni del 2010 rappresentato dalla soglia dei 500 parti all'anno per mantenere attivo il reparto. “E' vero che il numero – spiega Pergolesi – si riferisce alle strutture che lavorano in sicurezza con guardia ostetrica ed anestesiologica h24, ma il fatto che il reparto di Osimo sia l'unico punto nascita dell'Area Vasta 2 senza tali caratteristiche, a differenza di Jesi, Fabriano e Senigallia, è dovuto esclusivamente ad una volontà politico-amministrativa dell'ASUR che non ha effettuato le dovute sostituzioni dei medici andati in pensione”. “Tra l'altro – continua Pergolesi - è previsto che la riorganizzazione dei punti nascita deve essere oggetto di una specifica concertazione e, considerata la particolare sensibilità sociale per l'argomento, le scelte devono essere effettuate garantendo la continuità dei servizi”.

“La Regione Marche – insiste la consigliera Pergolesi - ha sempre garantito la realizzazione non solo di un Ospedale – INRCA, ma di un vero e proprio Ospedale di Rete per tutta l’area della Valmusone e della Valle dell'Aspio, per l’effettività del quale è condizione necessaria il trasferimento dell'attuale reparto di ostetricia e ginecologia ampliato e potenziato con guardia ostetrica e guardia anestesiologica h24 contestualmente ai lavori di completamento”.

Nel 2014 nell'Area Vasta 2 sono stati effettuati 4.794 parti, di cui 2.129 al Salesi e i restanti 2.663 negli altri 4 punti nascita. “A seguito dell'Assemblea dei Sindaci dell'AV2 del 17 novembre scorso – conclude Pergolesi - i due punti nascita preservati di Jesi e Senigallia dovrebbero gestire più di 2000 parti all'anno. Questa circostanza, senza il mantenimento dell’attuale reparto di Ginecologia ed Ostetricia presso il presidio di Osimo, comporterebbe un aggravio di lavoro e con il significativo rischio di riduzione della qualità delle cure anche in relazione alla chiusura dei reparti di Ostetricia degli Ospedali di Fabriano e San Severino Marche”.


da Romina Pergolesi
Consigliere regionale M5S







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2015 alle 17:16 sul giornale del 28 novembre 2015 - 1114 letture

In questo articolo si parla di attualità, romina pergolesi, consigliere regionale, Movimento 5 Stelle

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