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La Fratelli Simonetti sospende i lavori all'ex-consorzio e ribadisce: 'nostro progetto compatibile con Prg'

3' di lettura 18/11/2015 - “Nessun vizio di difformità dalle norme urbanistiche comunali, il nostro progetto è assolutamente compatibile con il piano regolatore della città. Basta con speculazioni e ricorsi pretestuosi che non ottengono altro risultato se non quello di ritardare ancora di più la realizzazione di un progetto di riqualificazione e valorizzazione di un’area cittadina altrimenti dismessa e pericolosa”.

All’indomani delle ultime polemiche sulla vicenda della demolizione e ricostruzione dell’ex Consorzio Agrario di Osimo, la Fratelli Simonetti interviene in difesa del progetto e del proprio operato attuato in questi anni che, sottolinea, è sempre stato conforme alle procedure e fedele alle indicazioni degli organi preposti.

In particolare, l’azienda evidenzia come l’ultimo permesso di costruire sia stato rilasciato nell’agosto scorso dal Comune di Osimo in forza di una variante urbanistica approvata dallo stesso comune sulla base delle indicazioni date dal TAR. “Un permesso che – dice la Fratelli Simonetti - non è ad oggi oggetto di nessun ricorso delle controparti, pertanto non riteniamo che si possa attribuire all’Ordinanza del Consiglio di Stato (pronunciata la scorsa settimana) un effetto sospensivo dei lavori odierni.

Questa ordinanza, pronunciata in via cautelare e non in via definitiva sul merito, ha preso in esame un fatto precedente, ovvero la pronuncia del TAR del 2014 che ha riscontrato un vizio procedurale precedente al rilascio dei vecchi permessi, poi sanato dal Comune con una variante al PRG. Non è facile immaginare che l’Ordinanza del Consiglio di Stato possa estendersi a un permesso di costruire nuovo, giunto appena tre mesi fa e non ancora impugnato né in quella sede, né altrove”.

In ogni caso, la Fratelli Simonetti ha sospeso, in attesa di chiarimenti dal Comune, i lavori sull’area. “Sappiamo con certezza che il nostro operato è corretto e legittimo – comunica l’azienda – ma siamo promotori di un progetto che, prima ancora di avere un valore economico, creerà posti di lavoro e sviluppo, viabilità migliorata e aggiunta di parcheggi.

È un progetto a favore della collettività osimana, in quanto va a riqualificare una zona che oltre ad essere non utilizzata rappresenta un rischio per l’habitat e l’incolumità delle persone. Per questo vogliamo proseguire nella certezza di poterlo fare in serenità e abbiamo chiesto un riscontro al Comune su quanto sta accadendo.

Purtroppo, dobbiamo prendere atto che le azioni perpetrate nei nostri confronti non sono ispirate al bene comune, ma a meri principi di concorrenza di chi non vuole la nascita del centro ed è pronto a speculare su tutto”. La Fratelli Simonetti precisa tra l’altro che lo stesso Tar a suo tempo aveva rilevato solamente un presunto vizio procedurale, mentre aveva giudicato assolutamente conforme al PRG il progetto di demolizione e di ricostruzione con ampliamento dell’edificio (con sentenza n. 434 del 2014).

Tale vizio (di procedura, non di sostanza) è stato poi rimosso dal Comune di Osimo decretando la possibilità di dare il via ai lavori con il rilascio di un nuovo permesso edilizio. Il Consiglio di Stato dovrebbe esprimersi ora solamente sulle modalità con cui il Comune ha rimosso il vizio procedurale e sul fatto che fosse o non fosse necessaria la variante urbanistica attuata per eliminarlo.

Non è certo chiamato ad esprimersi sulla conformità del progetto edilizio della Fratelli Simonetti rispetto al PRG, che è ormai accertata in termini definitivi essendo state le relative statuizioni già accettate dalle controparti. “Abbiamo sempre agito in base a provvedimenti rilasciati dal Comune e dalla Provincia e fatto affidamento sulla sentenza del Tar e su come il Comune gli ha dato seguito – conclude l’azienda – non intendiamo rassegnarci all’idea che, in uno stato di diritto, fidarsi di un giudice e di un ente pubblico venga considerato una colpa e non un nostro diritto”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-11-2015 alle 10:25 sul giornale del 19 novembre 2015 - 1678 letture

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