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comunicato stampa

Latini: Vitali non ha mai lavorato nei 30 giorni di prova, la sua assunzione non puo' essere confermata

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Dino Latini

La prima riunione di lavoro alla Park.o. s.p.a. di Emanuele Vitali è avvenuta giovedì mattina scorso, con la presenza di Pugnaloni, Migliozzi, Gatto. Questi ultimi tre sapevano quindi che Vitali non aveva ancora preso servizio (la data di inizio lavoro nel contratto indica 21 settembre 2015) per la società e che lo avrebbe cominciato a fare da lì in avanti.

Essi hanno avallato l’assenteismo del dipendente e il suo modo irregolare e non legittimo di “prestare servizio”. Sabato ho preso atto che nel fascicolo del dipendente Vitali alla Park.o. s.p.a. non vi è assegnazione di una postazione di lavoro presso l’Astea servizi s.r.l.. Se salta fuori ora è postuma. Vitali è stato sempre presso l’ufficio dell' Amministratore unico della Astea Servizi s.r.l., tranne in un paio di occasioni, in cui ha visitato la sede della Park.o. s.p.a. dove, per contratto, doveva svolgere lavoro per 39 ore settimanali.

L’ufficio segnaletica della Park.o. s.p.a. si trova all’interno della sede della Polizia Municipale in via Molino Mensa, mentre il nuovo locale per Vitali come dipendente addetto allo stesso ufficio è stato realizzato con soldi dell’Astea servizi s.r.l. presso la sede di questa in via del Donatore e senza autorizzazione alcuna.

Il contratto di locazione del 2006 è stato modificato alcuni anni fa, con l’esclusione di locali uffici alla Park.o. s.p.a. all’interno dell’ufficio dell’Astea servizi s.r.l.. Vitali non ha mai coordinato l’ufficio segnaletica della Park.o. s.p.a., come invece era suo compito dal 21 settembre 2015.

Vitali ha, per contratto, un periodo di prova di 30 giorni dal 21 settembre 2015, ma se non ha lavorato, come risulterebbe, non può superare la prova. Nessuno della Park.o. ha chiesto giustificazioni delle assenze sul posto di lavoro di Vitali, anzi sembra che la motivazione sia quella che non avendo una postazione la sua presenza era “giustamente” ridotta; anche nello stipendio?

La situazione è molto chiara e non serve ripeterla. Vitali non deve essere confermato dipendente della Park.o. e i mandanti e collusi della scelta compiuta devono dimettersi, perché un così plateale comportamento estraneo alle regole del rapporto di lavoro, non può essere portato avanti per quasi un mese, senza la complicità del datore di lavoro e chi sta sopra lo stesso.

Da ieri, da quando ho cercato (con molta difficoltà, stante l’evidente ritrosia) di segnalare il tutto anche al Comune, che sembra essere disinteressato alla questione. Ora cercano di coprire, smussare, inventare ogni sorta di giustificazione, sminuendo la portata del caso. Non è così. Non basterà mamma Magnani né la cavalleria di partito.



Dino Latini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2015 alle 17:26 sul giornale del 20 ottobre 2015 - 897 letture