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Sui furgoni assaltati in A14 le pensioni della provincia maceratese

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L’assalto di mercoledì in A14 è stato eseguito da veri professionisti. Resta l’alone dell’esistenza di un basista che avrebbe potuto conoscere il percorso dei furgoni. Sono state sette o otto persone, tutte italiane, bardate con passamontagna mefisto, guanti, stivali e tute nere simili a quelle dei corpi speciali.

Sono sopraggiunte da nord con una Lancia Delta di colore scuro – che è risultata essere stata rubata a Riano Irsinia nel gennaio 2015 – con lampeggiante blu e paletta simile a quella della polizia. Hanno palettato una Volkswagen e una Mercedes creando un primo blocco, oltre al quale, insieme ai due furgoni Fitist, sono passati un’autocisterna bianca e un camion rumeno. I banditi hanno fatto scendere tutti gli autisti e preso le loro chiavi. Dopodiché hanno agito in meno di dieci minuti. I due tir sono serviti ad imbottigliare il portavalori e la sua scorta, che da dietro è riuscita a passare avanti, ma è stata fermata dai colpi di Ak 47 Kalashnikov calibro 7,62 alle gomme e al lunotto antiproiettile. Tutto nell’arco di cinquecento metri all’altezza del km 245, in direzione sud tra Ancona sud e Loreto-Porto Recanati. Le guardie hanno seguito la procedura di sicurezza abbassandosi e contattando 112 e 113. Intanto i malviventi spargevano chiodi a quattro punte fatti in casa per rallentare le auto in arrivo e uno di loro saliva sul tettuccio del portavalori bianco – quello con i soldi, su cui viaggiavano tre operatori – e lo apriva con una mola. Il meccanismo “spuma block” scattava facendo fuoriuscire dalle valigette una schiuma a 100 ° C che si raffredda velocemente solidificandosi, ma che non ha impensierito il commando, dotato di tutti gli strumenti necessari a proteggersi.

I due furgoni erano partiti da Civitanova Marche per prelevare le pensioni della provincia maceratese da un caveau di Jesi. Stavano tornando indietro con il denaro ed erano rientrati dal casello di Ancona Nord. Il carico - sconosciuto agli occupanti, in tutto cinque – era di circa 7,5 milioni di euro ripartiti in cinque casse del peso di una quarantina di chili l’una. I criminali ne hanno portate via tre, per un totale di circa quattro milioni e settecentomila euro. Gli ulteriori diecimila euro in monete non sono stati toccati.

Per la fuga si sono divisi. In tre hanno attraversato la carreggiata nord e sono fuggiti nei campi attraverso una porta posta lungo la barriera antirumore, spargendo altri chiodi. Gli altri hanno caricato le casse di denaro e quella delle armi su alcune auto che sembrano essersi dirette verso sud. Non prima di aver dato fuoco a due auto che erano sopraggiunte poco dopo la Lancia, una Chrysler e una Bmw X5, per rallentare l’arrivo delle forze dell’ordine.

Il direttore della squadra mobile dorica, Virgilio Russo, ha affermato: “Le ricerche sono proseguite per tutta la notte. Per fortuna non c’è scappato il morto, ma stiamo concentrando molte risorse sull’evento”. In tutto sono stati sparati una sessantina di colpi. Unico ferito, con una costola incrinata e una prognosi di alcuni giorni, una delle guardie, residente a Corridonia.





Questo è un articolo pubblicato il 01-10-2015 alle 19:12 sul giornale del 02 ottobre 2015 - 454 letture