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M5S: 'rincari nelle mense della Asso...una questione di tagli'

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E’ l’ennesima brutta sorpresa per i genitori all’inizio dell’anno scolastico: le mense gestite dalla Asso hanno subito rincari generalizzati. I bilanci previsionali 2015-2016-2017 dell’azienda speciale osimana non prevedevano aumenti dei ricavi tariffari, né spese straordinarie, né aumento dei prezzi delle materie prime o degli stipendi al personale.

E allora perché questo aumento delle tariffe? E’ semplice: il bilancio previsionale Asso viene pubblicato ad ottobre, mentre quello del Comune viene approvato circa 6 mesi dopo. Quest’anno il Comune, che ha ricevuto quasi 2 milioni di euro in meno da Stato e Regione, ha tagliato a sua volta i trasferimenti alla Asso facendole “sballare” tutti i conti. E’ l’ennesima dimostrazione che l’austerità imposta dall’Europa e dal governo Renzi, il maggiordomo della Merkel come hanno capito ormai tutti, si abbatte come una mannaia nella vita quotidiana dei cittadini.

Il M5S di Osimo ha ripetutamente denunciato la macelleria sociale che questi tagli stanno provocando: 34 milioni al fondo sociale regionale destinato alle categorie più deboli che Ceriscioli aveva promesso di ripristinare, (a proposito: quando?); 2,3 miliardi di euro alla sanità pubblica con l’emendamento al decreto enti locali del governo Renzi presentato con un sorriso da Maria Elena Boschi la scorsa estate. In questo scenario agghiacciante che vede i sindaci complici col loro silenzio, le sorprese amare arrivano improvvise e “inspiegabili” sul tavolo dei cittadini.

Aumentare di 100 – 200 euro l’anno il costo della mensa per un figlio a qualcuno può sembrare uno sforzo accettabile, ma coi tempi che corrono sappiamo quanti altri rincari le famiglie devono fronteggiare. Inoltre i genitori hanno deciso la scelta formativa dei propri figli a gennaio di quest’anno: chi ha optato per il tempo pieno ha fatto i conti con le vecchie tariffe. Non è giusto che ora, a giochi fatti, queste siano aumentate, mettendo le famiglie in difficoltà.

Le soluzioni sono a portata di mano, anche se difficili vista la “coperta corta” di Renzi: il Comune deve investire nei servizi alla scuola tagliando in altri settori di spesa meno importanti, non lasciando in braghe di tela la ASSO! Deve inoltre cambiare la modulazione degli scaglioni ISEE: è inutile introdurre la giusta progressività delle tariffe, se gli scaglioni che ne usufruiscono sono una percentuale bassissima della popolazione.

Sopra i 30.000 euro di reddito si paga la tariffa piena e molte famiglie rinunciano addirittura a presentare il modello ISEE. Il modello tariffario che avevamo proposto l’anno scorso per gli scuolabus della Park.O (mai preso in considerazione), può essere replicato anche per le mense. Ma come si può fare, dirà qualcuno?! Come si possono far quadrare i conti con tutti questi tagli?! Pugnaloni, che si lamenta in Consiglio Comunale che non ci sono i soldi ma poi plaude continuamente a Renzi, quello che i soldi glieli ha tolti, si faccia un giro per l’Italia e prenda esempio dai comuni governati dal Movimento 5 Stelle.



Questo è un articolo pubblicato il 24-09-2015 alle 12:15 sul giornale del 25 settembre 2015 - 504 letture