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Festival del giornalismo: mercoledì dibattuti i temi di trasparenza, dati aperti e legalità

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Trasparenza, dati aperti, legalità protagonisti della giornata di mercoledì al Festival del Giornalismo d'Inchiesta delle Marche. Il novanta per cento delle slot machine in Lombardia è in posizione illegale, non rispetta la distanza minima di 500 metri da scuole e ospedali.

Nelle Marche sono soltanto 21 i beni confiscati alle mafie, di cui 17 immobili e 4 aziende. Sono questi due fisultati ottenuti analizzando dati e file presenti sul web, esempi pratici del corso in data journalism, tenutosi ieri a Camerano, per #4FGI. A salire in cattedra Andrea Nelson Mauro (fondatore di Dataninja e vincitore dei Data Journalism Awards e dell'European Press Prize) e Gianluca De Martino, caporedattore della stessa testata, introdotti da Gianni Rossetti (Ex presidente Ordine dei giornalisti delle Marche e direttore della Scuola di giornalismo di Urbino) e Dario Gattafoni (presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche).

I “big data” caratterizzati da velocità, varietà e volume, aprono nuove prospettive professionali per i giornalisti ma non solo, si stanno affermando nuove figure. Si parte dai dati per raccontare una storia, ponendosi come prima cosa “una buona domanda”.

Il nuovo scenario creato dal data journalism permette di verificare ad esempio le dichiarazioni dei politici con il fact checking (ad esempio www.pagellapolitica.it), restituendo al giornalista quel ruolo di intermediario tra fonte e fruitori delle notizie, che l'avanzare del digitale ha parzialmente ridotto.

“I giornalisti devono essere attivisti, nel promuovere le buone pratiche, non per finalità politiche ma per un obiettivo – hanno detto i relatori – come ad esempio la trasparenza nei beni confiscati alle mafie”. Molto dibattuto in platea, tra numerosi giornalisti giunti da tutte le Marche, il problema dell'autenticità e dell'attendibilità dei dati, la valutazione dell'affidabilità ed autorevolezza della fonte. Per passare dai numeri alla notizia occorre trovare, pulire, analizzare e raccontare i dati, porre attenzione al loro formato, spesso quelli delle pubbliche amministrazioni sono in formato pdf, non immediatamente fruibili dai computer.
A volte il giornalista non basta, serve uno sviluppatore per disporre di grossi volumi di dati disponibili in rete, poi si parte dal foglio elettronico. Dall'analisi dei dati, a partire dal semplice raggruppamento, normalizzazione, variazione, distribuzione ed altre analisi statistiche, si giunge a rappresentarli in grafici ed infografiche, mappe interattive.

Due gli esempi di lavoro sui dati che sono stati illustrati durante l'incontro, il progetto europeo www.themigrantsfiles.com e www.confiscatibene.it, con articoli pubblicati dai due giornalisti su siti e giornali del Gruppo Espresso. Il Festival del Giornalismo D'Inchiesta prosegue questa sera ad Osimo, con Marco Lillo e Lirio Abbate alle ore 21.15 nel Chiostro di San Francesco.


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da circolo culturale Ju-Ter club

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-09-2015 alle 19:01 sul giornale del 25 settembre 2015 - 943 letture