Lettera aperta di Demetrio a Latini e Pugnaloni: 'sbloccate i quattrini per la Strada di Bordo'

Il tracciato della strada di bordo 2' di lettura 28/07/2015 - Egregio Sig sindaci Simone Latini, ho letto che una consigliera comunale ha denunciato la giacenza, presso la Provincia di Ancona, di una somma di oltre 3 milioni di euro destinati alla costruzione della strada di bordo opera annosa che la città attende.

Ora, non avendo da dubitare della veridicità di tale affermazione, visti gli argomenti dedotti, mi domando come mai non avete “mosso paja” per far decollare questo progetto. La sua mancata realizzazione ha portato notevoli disagi alla città in termini di inquinamento (specie in alcuni punti come l'area del consorzio), di sviluppo commerciale ed edilizio in quel percorso.

Ad esempio, chi aveva investito nel centro commerciale “La Coccinella” aveva fatto l'investimento anche in previsione della realizzazione della nuovo asse viario e della sede della lega del Filo d'oro (che è a buon punto). Ebbene il centro commerciale sta morendo, rimangono pochissime attività e anche il supermercato “traccheggia” e resiste grazie alle rinuncie contrattuali dei dipendenti.

Direte che adesso aprono “ i cinesi” fate un sopralluogo al negozio in centro e vedete come è messo in ordine alle vigenti disposizioni di spazio. Ricordo ad entrambi che esiste un documento comunale che vieta l'apertura di negozi che portino “degrado” alla città. Penso e credo che sarebbe ora che opera possa essere attuata. Non nascondetevi dietro la precarietà dell'esistenza della Provincia; finchè esiste può e deve operare!

Nessuno vieta che la stessa possa delegare al comune interessato la somma per la realizzazione della strada. La politica, quella chiara e limpida non conosce ostacoli perchè essa è “l'arte dell'impossibile” cosa che quando volete sapete ben fare. Se invece di punzecchiarvi su cose frivole e autoreferenziali, faceste fronte comune per un opera di notevole importanza (è come negli anni venti quando ebbero l'idea di allargare il corso, Osimo divenne una città !) fareste una cosa “ saggia e giusta”.

Dovreste rileggervi la storia della nostra città e vedrete che in occasioni di “emergenza” Osimo seppe far fronte compatto contro chiunque. So che questo mio sfogo (forse dato dal caldo) non sortirà effetto alcuno ma invito i lettori a far pressione affinché ciò possa realizzarsi. “Entant chja pousest taia en poch de legna” Fatelo!.






Questo è un articolo pubblicato il 28-07-2015 alle 14:45 sul giornale del 29 luglio 2015 - 1242 letture

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