M5S: 'tre mozioni sul futuro di Astea. La maggioranza (nella sostanza) le ignora

4' di lettura 30/06/2015 - Nel Consiglio Comunale del 18/06/2015, convocato dalle minoranze per discutere importanti tematiche, il Movimento 5 Stelle ha presentato 3 mozioni che riguardano il futuro di ASTEA. Una, sulla gestione dei rifiuti dove abbiamo proposto la cosiddetta strategia “Rifiuti Zero”, cioè la raccolta “porta a porta” spinta, la tariffazione puntuale (chi produce meno rifiuti paga di meno).

E il riciclo della frazione secca dei rifiuti solidi urbani da cui si possono ricavare materiali inerti per l’edilizia e per l’industria manifatturiera che possono essere venduti con ricavi aggiuntivi, anziché essere interrati nella costosissima discarica di Maiolati Spontini, con benefici ecologici ed economici per le nostre comunità e per ASTEA. Questi metodi sono già stati positivamente sperimentati, sia in termini di aumento dei posti di lavoro, sia in termini di efficacia.

La maggioranza ha risposto “benino”, accogliendo con un emendamento quasi tutta la nostra proposta, ma introducendo le premesse di una strategia prossima futura che non condividiamo: infatti in questa e nelle altre due mozioni il PD ha fatto capire chiaramente che è sua intenzione liquidare la GPO del gruppo IREN, cioè il socio privato di ASTEA, per poter avere una società a capitale totalmente pubblico e puntare all’assegnazione diretta (cosiddetta in house) dei servizi dei rifiuti nell’ATA della Provincia di Ancona e dell’acqua nell’ATO3 di Macerata.

Il M5S non è d’accordo con questa strategia. Nella mozione sull’energia elettrica e il gas eravamo stati chiari: siccome per la legge sul cosiddetto unbundling varata per garantire la concorrenza, le aziende che distribuiscono i servizi non possono detenere quote di maggioranza delle società di vendita di quegli stessi servizi, per non rischiare multe salatissime da parte dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico (AEEGSI) abbiamo proposto la vendita di almeno il 51% di Astea Energia, (magari ad un partner di fiducia), continuando però a mantenere un peso strategico nella società. Questo avrebbe permesso ad ASTEA di proseguire senza timori l’attività di distribuzione sia dell’energia elettrica, sia del gas.

Nel frattempo si sarebbero potute chiudere le neo costituite DEA SRL e ADG SRL, società create ad hoc per l’elettricità e il gas proprio per cercare di rispettare l’unbundling, riassorbendo il personale in ASTEA. Nel Consiglio Comunale del 18/06/2015, convocato dalle minoranze per discutere importanti tematiche, il Movimento 5 Stelle ha presentato 3 mozioni che riguardano il futuro di ASTEA. Una, sulla gestione dei rifiuti dove abbiamo proposto la cosiddetta strategia “Rifiuti Zero”, cioè la raccolta “porta a porta” spinta, la tariffazione puntuale (chi produce meno rifiuti paga di meno).

Quindi non condividiamo la volontà di liquidare il socio privato, tanto più che ci sembrano alquanto deboli e velleitarie le motivazioni: provare ad aggiudicarsi in assegnazione diretta, come società in house, i servizi idrici e dei rifiuti in un contesto dove la concorrenza non starà certo a guardare (Acquambiente in primis per il servizio idrico integrato in ATO3). Perché dissanguarsi oggi (la quota azionaria di GPO vale circa 20 milioni di euro) per liquidare il socio privato, per provare – forse – a raggiungere un obiettivo difficilissimo domani?

Insomma, non ci vediamo chiaro. Infine, la nostra mozione sull’acqua pubblica è stata buttata nel cestino: la nostra proposta di far gestire il Servizio Idrico Integrato nell’ATO 3 ad un’azienda speciale consortile di diritto pubblico senza scopo di lucro per rispettare i Referendum del 2011 che vietano di lucrare sopra l’acqua è stata bocciata, come quella di prevedere 50 litri d’acqua giornalieri a persona come fascia di gratuità nella tariffazione finalizzati a garantire il diritto umano all’acqua sancito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La maggioranza ha provato a farci credere che un’ASTEA SPA con soci completamente pubblici significa una ripubblicizzazione del servizio idrico. Ma una SPA è una società che ha lo scopo di lucro, anche se i soci sono pubblici. Noi lo sappiamo bene. Così facendo non si rispettano i Referendum e la volontà popolare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-06-2015 alle 16:04 sul giornale del 01 luglio 2015 - 437 letture

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