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Latini: 'il piano sulle partecipate di Pugnaloni è un triste ritorno al passato'

Dino Latini 1' di lettura 07/04/2015 - Il piano di razionalizzazione delle società Partecipate di Osimo che è stato depositato il 31 marzo scorso dal sindaco, è davvero un ritorno al passato, in cui tutte le spese dei servizi erano a carico del Comune. Oggi e nel prossimo futuro questo tipo di politica non è, e non sarà più sostenibile, pena la rinuncia ai tanti progetti che invece, la loro realizzazione sarebbero linfa vitale per il miglioramento dei servizi stessi.

Ci si è rannicchiati su se stessi, con il tatticismo di formulette e cavilli fiscali, per diminuire il peso contributivo delle risorse umane, a loro danno e comunque di ottenendo benefici di breve durata, precludendo così, ogni via per poter pensare o sperare che altre occupazioni e stabilizzazioni, potranno provenire dall'attività della società Partecipate.

La salvaguardia dei dipendenti (soprattutto di Astea) che transiteranno in altre società diventa soltanto un formalismo che non ferma la manovra di retromarcia, di chi ha rinunciato a cogliere l'occasione fondamentale per valorizzarle. L'amministrazione doveva porsi come soggetto che, con le sue Partecipate , aveva tutte le carte e la forza per rimanere nel nucleo ristretto delle Partecipate da salvaguardare a livello nazionale. Si tornerà invece, volutamente, ad essere un Comune che chiederà ad altri la fornitura di servizi e beni primari, pagandoli pesantemente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2015 alle 19:03 sul giornale del 08 aprile 2015 - 562 letture

In questo articolo si parla di politica

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