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Confartigianato: 'cancellata dalla crisi la parte più vitale delle aziende dell'area sud'

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La crisi sta cancellando la parte più vitale del nostro sistema produttivo. Ad oggi l’emergenza è diventata una condizione di “normalità” per molte imprese. Dalla crisi emerge la netta necessità di mettere in campo misure concrete a sostegno dei comparti produttivi, edilizia in particolare (con un saldo negativo pari a -28 imprese nei comuni di Osimo, Loreto, Filottrano e Castelfidardo), vessati nel tempo dai ritardi dei pagamenti, dalla concorrenza degli abusivi, dal fisco e dalla burocrazia.

A lanciare l’allarme la Confartigianato di Ancona Sud sulla base dei dati elaborati dal suo Ufficio Studi: con un saldo di natalità-mortalità di aziende artigiane a -15 e la chiusura nel 2014 di 179 aziende nel comprensorio di Ancona sud non compensate dalle 164 aperture. A incidere su questa delicata situazione è la difficoltà in cui versano i comparti tradizionali, tra cui le costruzioni – commenta Paolo Picchio Segretario Confartigianato Osimo – cantieri in stand by o che chiudono.

E altri che non apriranno mai. Nel settore delle costruzioni occorrono progetti di ampio respiro da assegnare in piccoli appalti a una pluralità di micro imprese, per andare incontro alle esigenze reali di tante piccole attività locali che hanno bisogno di lavorare e di risorse. Ben vengano perciò iniziative che mirano a coinvolgere, dare lavoro e reddito alle imprese locali. Carenza di liquidità, difficoltà di accesso al credito, pressione fiscale a livelli record.

Sono diversi i fattori di rischio ma identico il risultato: molte aziende, anche storiche, sono costrette alla chiusura e questo rappresenta un globale e progressivo impoverimento dell’intero tessuto economico territoriale. Basti pensare che le imprese artigiane nel comprensorio di Ancona sud sono 2.440 di queste 718 operano nel manifatturiero, 934 nelle costruzioni , 471 nei servizi alle persone e 290 nei servizi alle imprese.

Le Amministrazioni di qualsiasi livello devono capire che in questo momento, sottolinea il Segretario della Confartigianato di Osimo Paolo Picchio, la priorità sta nel mettere in campo politiche di crescita e sviluppo finalizzate al recupero dell’occupazione e del benessere persi con l’arrivo della crisi; in tale prospettiva il comparto edile rappresenta il settore più strategico dato il suo peso nell’economia globale. In questa nostra zona – storicamente – la spina dorsale dell’economia è stata nel comparto manifatturiero; anche in questo caso i numeri chiedono di incentivare di più e in modo più efficace azioni strategiche di sostegno all’impresa come innovazione, internazionalizzazione e formazione Reti di PMI”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-02-2015 alle 17:01 sul giornale del 12 febbraio 2015 - 418 letture