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Fp Cgil: 'sul Banbozzi importante auspichiamo incontro col nuovo Cda'

Fp Cgil 2' di lettura 25/11/2014 - Le notizie che si rincorrono sulla casa di Riposo Bambozzi non lasciano certo indifferente la FP CGIL: non abbiamo mai mancato -in tempi non sospetti- di segnalare nei modi più opportuni le difficoltà della struttura. Risale al giugno 2011 la formale richiesta a Presidente e Sindaco per attivare il confronto aziendale dopo la decisione unilaterale di trasformare l’IPAB in Fondazione di diritto privato.

Un fatto compiuto, poi giustificato, “per garantire il patrimonio della struttura, mettendolo al riparo dai rischi legati alla possibile trasformazione in Azienda pubblica”. Gli incontri successivi hanno messo in evidenza una situazione preoccupante, che avrebbe richiesto, in primo luogo da parte del Consiglio di Amministrazione, interventi adeguati e coerenti in un quadro di assoluta trasparenza. L’ex Presidente con l’intero CdA della Fondazione, in un incontro, informò la Rappresentanza Sindacale descrivendo un serio quadro di difficoltà, riferito in particolare alla condizione finanziaria della Fondazione stessa.

Di fronte a scenari così preoccupanti –situazione finanziaria e carenze nella gestione del personale- la FP CGIL Ancona e la Camera del Lavoro di Osimo ritennero indispensabile informare direttamente il Sindaco della situazione, il quale, nel confermare piena fiducia nella struttura della fondazione, assicurò l’interessamento dell’Amministrazione comunale. I lettori poi ricorderanno la sessione dei lavori del Consiglio Comunale nel maggio 2013 dedicata alla condizione dell’Istituto, per chiarire “le anomalie della gestione”.

Servivano risposte esaurienti, in ragione della missione che il Bambozzi è chiamato a svolgere: un servizio da garantire a una fascia di utenza particolarmente esposta e bisognosa di attenzioni e cure. Oltre 90 ospiti senza dimenticare 70 lavoratori. Per queste ragioni il Sindacato ha portato all'attenzione generale l'urgente necessità di imprimere un cambiamento nella gestione. Sforzi che attendono ancora riscontri concreti.

Non resta, dunque, che auspicare la ripresa del confronto con il nuovo CdA, peraltro da tempo richiesto. Intanto, infiamma la polemica tra nuova e vecchia gestione. La Presidente in carica attacca, l’ex si difende dalle accuse: insomma, non si risparmiano colpi e fendenti! Una cosa è certa: la situazione evidentemente seria e delicata consiglia senso di responsabilità e misura. Servono certezze per i servizi e per il personale. Un’osservazione conclusiva è doverosa.

Tra quanto sembra oggettivamente pesare in modo negativo nel bilancio -con i debiti-, la voce di interessi passivi sul mutuo acceso per l’acquisto di un’area ove trasferire la sede. “Un’operazione da un milione e 400mila -spiega l'ex Presidente- decisa all’unanimità dal vecchio Consiglio”.

La domanda sorge comunque spontanea: per quali ragioni la Fondazione, già proprietaria -si legge dalla stampa- di 10 case coloniche e terreni per 160 ettari, ne ha acquisiti altri 6, impegnandosi per una cifra così considerevole?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-11-2014 alle 17:48 sul giornale del 26 novembre 2014 - 374 letture

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