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comunicato stampa

M5S: 'la Mariani non ribalti la realtà: il nostro emendamento rafforza la regola e non l'eccezione'

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Ringraziamo la consigliera Mariani per le sempre utili lezioni di lingua italiana, ma dobbiamo far notare che il suo atteggiamento critico sull’eccezione “fatti salvi i casi di necessità ed urgenza” da noi consapevolmente introdotta nel nostro emendamento, era e continua ad essere fuori luogo.

E’ evidente che la consigliera Mariani (e non da meno il consigliere Ginnetti) non vuol abbandonare la linea delle insinuazioni dei giorni scorsi (ampiamente smentite dai fatti, documentati nei nostri precedenti comunicati stampa) e vuol colpire il M5S attribuendogli un inesistente comportamento incoerente: aver fornito al Sindaco una scappatoia per bypassare la selezione pubblica voluta con il nostro emendamento.


Ora vorremmo chiarire a Lei e anche al consigliere Ginnetti, ma soprattutto ai cittadini, che esistono due tipi di selezioni pubbliche, secondo la distinzione operata dall’art. 35 del d.lg. n. 165 del 2001 (T.U. sul pubblico impiego): la selezione pubblica, o altrimenti definita “procedura selettiva” o “procedura idoneativa” che si avvale della presentazione dei curriculum da parte dei candidati, in cui la Pubblica Amministrazione si comporta di fatto come un datore di lavoro e quindi applica caratteri evidentemente soggettivi e fiduciari nella scelta finale, pur nel rispetto dei principi dell’Art. 97 della Costituzione; il concorso pubblico propriamente detto, che invece prevede come risultato finale un dato oggettivo: la graduatoria, vincolante per la scelta finale.

Ora è evidente che, nel caso degli indirizzi per le nomine e le designazioni, ci si trova di fronte al primo tipo di selezione, in quanto le nomine sono per loro natura degli atti soggettivi. E’ quindi pretestuoso non voler riconoscere che il nostro emendamento ha il merito di restringere enormemente il raggio di arbitrarietà che invece il Sindaco avrebbe avuto, come in passato, nel nominare i rappresentanti comunali, poiché lo impegna ad adottare lo strumento della selezione pubblica e lo impegna al rispetto di criteri che contrastano il conflitto di interesse nelle nomine, mettono barriere contro il rischio di eventuali “parentopoli”, vietano la nomina dei condannati in primo grado per dolo e di amministratori pubblici palesemente incompetenti.

Tuttavia la scelta finale, come normato dalla Statuto Comunale (non certo modificabile con un atto di indirizzo), resta sempre e comunque in capo al Sindaco, che grazie all’emendamento del M5S ha però il dovere di avvalersi dello strumento della procedura selettiva pubblica sulla base di bando e di presentazione di curriculum, “fatti salvi i casi di necessità ed urgenza”.

Ora Lei stessa Sig.ra Mariani conferma che il passaggio “incriminato” è un’eccezione. E, si sa, l’eccezione conferma la regola. Noi aggiungiamo che, in politica, ha addirittura un effetto rafforzativo, perché la previsione di un’eccezione rafforza il principio di fondo che deve essere applicato e cioè quello della selezione pubblica.

Immagini dunque, gentile Sig.ra Mariani, il Sindaco Pugnaloni (o chiunque altro al posto suo) nominare direttamente senza procedura selettiva i rappresentanti comunali di tutte le società partecipate, appellandosi sempre alla necessità e all’urgenza. Che credibilità avrebbe un comportamento simile? Zero!

Come vede dunque, il rischio da Lei paventato di un utilizzo dispotico dell’eccezione sarebbe politicamente controproducente per colui che nomina. Inevitabilmente l’insindacabile giudizio resta comunque sempre in capo a lui, ma è un po’ meno insindacabile per così dire, poiché se le sue scelte negano sistematicamente il principio fondamentale che bisogna ricorrere in primo luogo alla procedura pubblica di selezione, è fin troppo ovvio che si esporrebbe a pesantissime critiche e ad una evidente perdita di credibilità e di consensi da parte dei cittadini, che noi intendiamo sempre più coinvolgere nelle scelte e nel controllo degli atti comunali.

Di più, proprio l’eventuale mancato inserimento dell’eccezione contestata dalla Sig.ra Mariani avrebbe avuto l’effetto giuridico di rendere inefficace quanto previsto nell’emendamento del M5S. Evidentemente la Consigliera ignora che ai sensi del D.L. 293/94 oltre il 45° giorno dalla scadenza di un organo di una società pubblica o partecipata (come la A.S.S.O e la IMOS) decadono tutti gli atti adottati, cosa che può creare quelle situazioni di necessità e di urgenza che neppure un emendamento – per essere valido – può ignorare.

Ecco quindi chiarite le motivazioni dell’eccezione, di cui Lei – Sig.ra Mariani – vuol ribaltare il significato. Senza ricercare tante dietrologie, il M5S non si estranea dalla realtà e riconosce che possono verificarsi dei casi di necessità e di urgenza in cui la selezione pubblica non potrebbe essere attuata. In questi casi, (e solo in questi casi), il Sindaco fa le nomine senza mettere in piedi la procedura selettiva, ma politicamente sarà chiamato a darne giustificazione. Rispetto al passato, ci permetta, ci sembra proprio un enorme passo avanti.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2014 alle 23:54 sul giornale del 30 giugno 2014 - 331 letture