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OO. SS. Aziendali Banca Marche, Medioleasing, Carilo: 'Ecco le ragioni di uno Sciopero'

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Dircredito Fabi Fisac Fiba Uilca
Torniamo a scrivervi a strettissimo giro dalla proclamazione dello sciopero di due giorni fa, in quanto è evidentemente necessario declinare ed argomentare le ragioni della nostra vertenza.



L’Azienda, seppur più volte sollecitata, non ha voluto fornire risposte e rassicurazioni scritte rispetto alle due richieste che le OO. SS. LL. hanno ormai da tempo formulato:

• Dichiarazione ufficiale sul superamento delle tensioni occupazionali, grazie anche alla consistente adesione al Fondo di Solidarietà;

• Mantenimento dell’integrità aziendale in tutte le sue componenti (rete e direzione), fermando esternalizzazioni di attività a qualsiasi titolo.

L’insieme dei due punti indicati è la colonna portante del futuro dei Lavoratori di Banca Marche.

Nel silenzio comunicativo imposto dal Commissariamento si stanno perdendo di vista importanti elementi di valutazione, quali:

• Il mandato esplorativo affidato ai due advisors (Unicredit e Banca Imi) a cosa è finalizzato? Ad una mera valutazione dell’Azienda o ad una perimetrazione finalizzata esclusivamente allo “spezzatino” in funzione di una vendita a qualsiasi costo?

• Qual è la reale necessità di patrimonio per permettere all’Azienda di “fare banca”, ovvero di continuare a sostenere l’economia dei nostri territori? Su questi argomenti, la posizione delle Organizzazioni Sindacali di Banca Marche è stata ed è assolutamente chiara: occorre che i criteri di valutazione del credito deteriorato siano comparabili/in linea con quelli degli altri competitors nazionali. Questo non sta avvenendo, come esplicitato su diversi tavoli. Le nostre ragioni sono state fatte proprie dalle Istituzioni regionali e unitariamente dalle forze politiche: oggi, con lo sciopero, intendiamo dare ancora più forza all’azione comune intrapresa.

• Come è possibile rilanciare la nostra azienda e tornare a realizzare ricavi senza fare credito? Puntare solo su ricavi da servizi, come la stessa Azienda ha più volte affermato, non sta fermando il pericoloso avvitamento economico/patrimoniale.

La mancata gestione della complessità organizzativa che le adesioni al Fondo di Solidarietà ha generato, sta mettendo e metterà letteralmente “in ginocchio” la nostra capacità commerciale, esponendo i Colleghi a rischi operativi intollerabili. Questa situazione si sarebbe potuta gestire diversamente, magari ricorrendo “all’aiuto” dei tempi determinati.

La sottovalutazione del problema da parte del management aziendale è resa ancor più evidente dall’improvvisazione con cui alcuni “volontari” di direzione generale sono stati reclutati a rinfoltire le schiere della massa di manovra oppure di cosa? Ciò nonostante, tutto tace riguardo alla possibile “nuova occupazione”.

Il quadro delle Relazioni Industriali si è deteriorato nonostante le nostre continue richieste di informativa e confronto con proposte nel merito.

Abbiamo chiesto di confrontarci sugli Organici, sulla loro distribuzione per il vero rilancio dell’Azienda, la tutela dei Colleghi, la stabilizzazione dei precari ma soprattutto per il nostro rapporto con la clientela, che a Noi Lavoratori si è affidata e si affida con fiducia.



Dircredito Fabi Fisac Fiba Uilca

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-06-2014 alle 19:44 sul giornale del 18 giugno 2014 - 507 letture