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Nella provincia di Ancona la crisi non si ferma. A lanciare l'allarme il direttore provinciale CNA

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massimiliano santini
Nel 2014 si perderanno altri 2.180 occupati. I dati di Unioncamere e Ministero del Lavoro. Nella provincia di Ancona la crisi non si ferma. Il direttore provinciale CNA lancia l’allarme.

Nel 2014 si perderanno altri 2.180 occupati. I dati di Unioncamere e Ministero del Lavoro La crisi non si ferma e sul fronte occupazione la provincia di Ancona, nelle Marche, è quella che se la passa peggio. Entro la fine del 2014 le imprese della provincia manderanno a casa 8.590 lavoratori mentre le nuove assunzioni si fermeranno a quota 6.420. Scompariranno quindi ben 2.180 posti di lavoro. Lo dichiarano a chiari numeri i dati forniti da Unioncamere e Ministero del Lavoro sulla base dell’indagine Excelsior sui fabbisogni occupazionali delle imprese elaborati dal Centro Studi Sistema per la Cna.

L’allarme viene lanciato dal direttore provinciale Cna Massimiliano Santini: “La nostra provincia è quella che in tutte le Marche accuserà il colpo più forte”. Pesaro perderà infatti 1.880 posti di lavoro, Macerata 1.280, Ascoli 830 e Fermo 500 (totale Marche: -6.670 posti di lavoro). “Abbiamo solo sei mesi di tempo – continua Santini - per rendere meno pesante questa previsione e favorire le assunzioni di nuovo personale nelle aziende della nostra provincia. Possiamo farlo solo intervenendo sulle difficoltà burocratiche, sull’accesso al credito, sulla conoscenza dei mercati in modo da rendere meno complicato l’avvio di impresa, sulla riduzione della tassazione locale che sta diventando un ostacolo sempre più grande alla tenuta economica”.

“Secondo le stime – aggiunge il direttore provinciale Cna – sono migliaia i giovani tra i 18 e i 35 anni potenziali imprenditori e riuscirebbero ad assorbire altrettanti lavoratori. Enti, istituzioni, camere di commercio, associazioni di categoria ora devono unire i loro sforzi per facilitare la nascita di nuove imprese. Non si deve e non si può restare a guardare. Di fronte ad una disoccupazione giovanile che ha raggiunto quest’anno il 36,1% e che è non solo manuale ma anche intellettuale, dobbiamo favorire l’inserimento dei giovani occupati nelle nostre aziende. Il tempo delle attese è finito, ognuno faccia la sua parte”.



massimiliano santini

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-06-2014 alle 23:56 sul giornale del 16 giugno 2014 - 370 letture