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Rivoluzione grigia alle porte. Auser manda un appello ai candidati sindaco osimani

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Vacanze estive per la terza età

E' in corso una rivoluzione silenziosa destinata a cambiare permanentemente il modo in cui viviamo, incidendo in forma più marcata e profonda rispetto a qualunque guerra o sovvertimento di regime del passato.

Non ne percepiamo pienamente la forza e la portata solo perché si sta realizzando lentamente nel tempo, ma si tratta di un mutamento implacabile nella sua azione e permanente nei suoi esiti . Nel passato la durata della vita era molto breve a causa degli alti rischi di morte a tutte le età. Nel passato ai 15 anni arrivava meno della metà dei nati. Solo una minoranza dei rimasti riusciva a compiere integralmente tutto il percorso dell'età adulta.

La lunghezza media dei percorso di vita era poco sopra i 30 anni. Questa era la condizione tipica nei primi decenni dell'Unità d'Italia. Arrivare a 60 anni all'epoca di Napoleone non era molto diverso rispetto al raggiungere tale età all'epoca di Cesare. Poi la transizione demografica ha rivoluzionato quel mondo immobile. Oggi ogni nuova generazione aggiunge 7-8 anni di vita rispetto a quella precedente. Un bambino vede nel nonno sessantenne quello che egli diventerà non alla stessa età ma a 75 anni. Continuando con questi ritmi si può prevedere che per la prima volta nella storia della umanità sia apparsa sulla terra la generazione che vedrà la maggior parte dei propri membri superare i 100 anni: oltre la metà delle bambine che nascono oggi è destinata a diventare ultracentenaria.

La popolazione anziana si appresta a divenire nei prossimi anni “maggioranza relativa” dell'intera società. Questo implica un inevitabile ripensamento di status e ruoli e anche una ridefinizione dell'immaginario relativo alla vecchiaia. Anziani che lavorano,consumano, viaggiano, investono, si occupano dei nipoti e anziani soli, non autosufficienti, a volte poveri, a volte isolati nella calura estiva, nelle mense dei poveri e in coda alle poste. All'interno della componente “anziana” è cruciale quindi distinguere tra “giovani anziani” e “grandi anziani”. Anche qui la soglia tra le due fasi non è univoca. Viene usualmente posta a 80 anni, ma più recentemente è stata spostata verso gli 85. E' questa infatti l'età in cui la maggioranza della popolazione si trova in condizioni di non piena autonomia ed è più destinataria di aiuti che in grado di fornirne. E' necessario distinguere quindi tra “giovani vecchi” e “grandi vecchi”; tra anziani che possono e desiderano continuare a contribuire alla vita attiva e anziani che hanno bisogno di essere aiutati dopo aver contribuito per tutta la vita con il loro lavoro. Servono politiche di segmento: sviluppo della partecipazione e di promozione da una parte e politiche di sostegno dall'altra.

Giovani vecchi

Quella dei sessantenni è destinata a diventare la stagione della vita potenzialmente più interessante ed appagante. Si gode ancora di una ottima salute, si ha una aspettativa di vita di almeno un quarto di secolo davanti, ci si sente pieni di energie e voglia di fare, si possiede esperienza e ampio network sociale. Sempre di più, nei prossimi decenni, arriveranno a tale età generazioni con elevati titoli di studio e competenze sulle nuove tecnologie digitali. Bisogna però prepararsi individualmente ed attrezzarsi socialmente per predisporre le condizioni che consentano di godere al meglio delle opportunità che apre tale stagione e ridurne i rischi. Una longevità attiva intesa come modo di vivere piacevolmente la terza età da parte di chi è perfettamente in salute e come opzione per chi aspira a una modulazione dell'esistenza per diversi gradi di autonomia.

Grandi vecchi

Ogni anno nel mondo circa 12 milioni di persone ricevono una diagnosi di cancro, ( la cifra potrebbe diventare 27 milioni nel 2030). I dati dimostrano che un'alta percentuale di questi costi si concentra nelle ultime settimane di vita dell'ammalato: cure costosissime, molto spesso inutili o dall'impatto irrilevante, a volte non richieste dai pazienti e dalle loro famiglie ma dispensate in nome di un supposto senso etico. L'andamento demografico porta con sé fragilità e bisogni sempre maggiori di assistenza, sia sociale che sanitaria. L'obbiettivo a cui tendere deve essere la creazione di un approccio integrato di pianificazione urbana, alloggi, trasporto e mobilità, commercio, politiche sociali, socio-sanitarie, culturali, economiche, pensionistiche e per la sicurezza.

I maggiori attori di rischio sono quelli legati alle abitudini alimentari, all'ipertensione arteriosa,al consumo di tabacco. In Italia gli ultrasessantenni rappresentano il 20,3% della popolazione. In Europa nel 2050 la popolazione over 60 passerà dagli attuali 650 milioni a due miliardi. E' opportuno investire sugli anziani, iniziando dalle generazioni verdi, promuovendo campagne di educazione sull'importanza di una condotta salutare nella vita di ognuno. Il patto tra generazioni deve essere uno dei nodi cruciali per nuove, efficaci politiche socio sanitarie. E' drammaticamente alta la parte di anziani non autosufficienti: secondo i dati del Ministero del Lavoro la disabilità in Italia raggiunge il 9,7 % nella fascia della popolazione 70-74 anni, sale al 17,8% nella fascia 75-79 e arriva al 44,5% tra gli ottantenni.

I numeri: Italia, Marche, provincia di Ancona, Osimo. Il fatto che nelle Marche si viva più a lungo è evidenziato dall'incidenza degli over 80 ( popolazione con 80 e più anni) sul totale degli anziani. In Italia è pari al 29,6%, nelle Marche l'indice è al 32,7%. Un fatto di portata storica. In Italia il saldo naturale ( differenza tra nati e morti ) ( il calcolo viene fatto su mille abitanti) è ancora negativo. Lo stesso avviene per i dati complessivi della Provincia di Ancona in cui il trend è chiaramente univoco per tutti gli anni dal 2002 al 2012. Per Osimo invece il saldo naturale è positivo.

Alcune ipotesi di lavoro:

• Osimo vede la presenza di un certo numero di Case di Riposo. Sarebbe interessante il loro coordinamento, prevedendo per le nomine di competenza della Amministrazione Comunale l'incarico alle stesse persone nei vari C.d.A.

• Grazie alle moderne tecnologie si potrebbe dotare ogni nuovo nato di una specie di cartella clinica telematica sulla quale annotare tutte le questioni riguardanti la salute.

• Partendo da specifiche categorie (p.es: quarantenni o altre...) o da specifici disturbi ( cuore, polmoni, ecc) tale cartella clinica telematica dovrebbe essere estesa a tutta la popolazione, utilizzando i medici di base.

• Dato che il rimedio più significativo per la longevità risulta essere la attività fisica ( sopratutto il camminare) occorre organizzare iniziative pubbliche di camminate, stimolando la partecipazione popolare e accompagnando le iniziative con aspetti di conoscenza e approfondimento culturale. E' intento dell'Auser ripetere con maggiore attenzione organizzativa e propagandistica le positive esperienze organizzate nel passato.

• Riprogettare la città considerando la incidenza della popolazione anziana. Piano Regolatore, abitazioni, percorsi, spazi pubblici sulla base delle più avanzate esperienze europee e internazionali.

Gentili candidati a Sindaco di Osimo,

'l'Auser, Associazione Volontariato Osimo organizza per Venerdì 9 maggio alle ore 17,30 presso il Palazzo Campana, un incontro per discutere ed approfondire le questioni relative alla popolazione anziana. Pensiamo che l'incontro possa prevedere una breve presentazione ( 10 minuti) da parte degli organizzatori e due giri di interventi di 12-15 minuti per ogni candidato, il cui ordine verrà sorteggiato. Si possono comunque proporre modalità che rendano più efficace e produttivo l'incontro. Allo scopo di definire ulteriori dettagli si chiede la conferma della partecipazione. In attesa si porgono quindi cordiali saluti'.



Vacanze estive per la terza età

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-04-2014 alle 15:51 sul giornale del 22 aprile 2014 - 1340 letture