Loreto: venerdì a Villa Musone la tradizionale rappresentazione de 'La Morte del Giusto'

2' di lettura 18/04/2014 - La Delegazione Pontificia e la Prelatura di Loreto sono liete di ricordare che venerdì 18 aprile 2014, alle ore 20,30, presso la parrocchia di San Flaviano di Villa Musone di Loreto avrà luogo “La Morte del Giusto”, la sacra rappresentazione che da 36 anni vede la partecipazione di oltre 200 figuranti e che coinvolge ormai l’intera città di Loreto.

La rappresentazione è fedele ai testi sacri, ma realizzata in modo da essere rivissuta nella percezione che il dramma di allora trova continuità oggi nelle innumerevoli via crucis dell'umana sofferenza. Una sofferenza che trova la via della salvezza solo attraverso Cristo. L'idea iniziale, cui dà seguito ora il parroco p. Giorgio, maturata inizialmente da p. Valentino Lanfranchi, era quella di mettere in scena la Passione e Morte di Cristo.

E' consuetudine, sin dalla prima edizione, dedicare "La Morte del Giusto" ai sofferenti, agli emarginati, a quanti hanno portato o portano la Croce di Cristo, è perciò che, da diversi anni, che è stato introdotto il "Calvario dell'umanità". Dopo la condanna del Cristo parte il corteo della Via Crucis e, dietro al Cristo che trascina la Croce, un gruppo di crociferi generici; inizia così il fiume del dolore con il Cristo che unisce alla sua Passione quella dell'umanità.

Ogni singolo momento, naturalmente, viene sottolineato dall'intervento dello speaker e del coro. E' così che la Passione Vivente di Loreto sottolinea in maniera incisiva come non vuol essere semplice rappresentazione scenica ma una rievocazione che testimoni il "farsi presente, nel tempo e nello spazio, della Salvezza operata da Gesù con il sangue della Croce". Come da tradizione, i panni del Cireneo saranno vestiti dall’Arcivescovo Delegato Pontificio, Mons. Giovanni Tonucci. La testimonianza di speranza, fatta come da tradizione ai piedi della Croce, è affidata quest’anno ai genitori di Giulia Gabrieli, la ragazza di Bergamo morta di tumore il 19 agosto 2011 a soli 14 anni.

Giulia ha trasformato i suoi due anni di malattia in un inno alla vita, in un crescendo spirituale che l'ha portata a dialogare con la morte: «Io ora so che la mia storia può finire solo in due modi: o, grazie a un miracolo, con la completa guarigione, che io chiedo al Signore perché ho tanti progetti da realizzare. E li vorrei realizzare proprio io. Oppure incontro al Signore, che è una bellissima cosa. Sono entrambi due bei finali. L'importante è che, come dice la beata Chiara Luce, sia fatta la volontà di Dio».


dalla Delegazione Pontificia di Loreto






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-04-2014 alle 13:08 sul giornale del 19 aprile 2014 - 615 letture

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