Accolti i primi due ricorsi contro i verbali dell'autovelox di San Biagio: sbagliata la cartellonistica

autovelox generico 5' di lettura 03/04/2014 - Mercoledì si sono discussi di fronte il Giudice di Pace di Osimo due ricorsi contro i primi verbali di violazione al CDS elevati attraverso il tanto discusso autovelox di San Biagio. Erano presenti il Comandante della P.M. dott. Galassi , i ricorrenti e un rappresentante del Comitato per il rispetto del Codice della strada , Maria Grazia Mariani.

I ricorsi si basavano sostanzialmente sul fatto che l’autovelox è stato istallato in violazione all’art. 25 co. 2 della L. 120/2010 che non consente l’installazione . di dispositivi di controllo a distanza inferiori ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità. Nel tratto di strada in questione tale distanza di un chilometro risulta impossibile da attuare. Infatti il tratto di strada extraurbana, fuori dai due centri abitati (San Biagio e Aspio) è lungo solamente 550 metri.

L’autovelox è installato ad una distanza di soli 520 metri dal cartello che indica la fine del centro abitato di San Biagio. La Polizia Municipale invece sosterrebbe che il limite di velocità nel centro abitato di San Biagio - pari a km/h 50 , determinato anche dal cartello zonale che individua l’inizio del centro abitato, si protrae oltre il limite del centro abitato stesso. Il rappresentante del Comitato ha insistito nel sostenere esattamente la tesi contraria depositando il parere reso proprio sul tratto stradale in questione dal Ministero dell’Interno il 24.12.2013 nel quale si legge che: “…. In base ad elementi di valutazione acquisiti dal Compartimento Polizia Stradale di Ancona”….. “…. Il segnale di “FINE CENTRO ABITATO” serve ad indicare la fine di tale limite e divieto con la conseguenza di ripristinare il limite di velocità per categoria di strada o di veicolo, se non diversamente prescritto.”

“Nel tratto di strada in esame, la cui estensione tra il segnale di FINE DI CENTRO ABITATO e la postazione autovelox è di poco superiore a cinquecento metri, ancorchè fosse collocato un segnale di limite di velocità immediatamente dopo quello di fine del centro abitato, sembra oggettivamente impossibile rispettare la previsione di cui all’art. 25 co. 2 della legge 29.07.2010 n. 120. Il Comandante Galassi ha poi riferito di essersi accorto, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2013, che il cartello esistente che impone il limite di 50 km/h era sprovvisto del pannello integrativo che indica la CONTINUITA”. La Provincia di Ancona, avvisata della questione, ha provveduto ad installare il pannello in data 10 ottobre 2013.

Il Giudice pertanto ha ritenuto di accogliere i due ricorsi in quanto al momento dell’infrazione, avvenuta prima del 10.10.2013, la cartellonistica non era corretta. Appare logico pensare che tutti i ricorsi presentati al GDP e relativi a violazioni commesse prima del 10.10.2013, saranno accolti dal Giudice stesso. Va detto però che il comandante Galassi ha pure riferito che della questione se ne sta occupando l’Osservatorio sugli Incidenti Stradali, il quale si era già espresso il 13.12.2012 proprio sulla possibilità di poter installare un autovelox fisso nel tratto di strada in questione dichiarando…. “Quanto ai possibili rimedi che possano fungere da deterrente per l’alta velocità, è da escludersi il controllo remoto, poco efficace una volta individuata la posizione dell’autovelox e certamente l’utilizzo del tutor che in ambito urbano è ancora in fase sperimentale”.

Nell’ultima seduta, sempre a detta del Comandante Galassi, sembrerebbe invece che l’Osservatorio abbia rivisto la propria posizione anche se i rappresentanti del Ministero dei Trasporti rimangono fermi sulla propria posizione già ribadita con parere prot. n. 6553 del 29.10.2013, ove esplicitamente è scritto che: a. “…. La distanza minima di un chilometro…. Deve essere computata dal segnale di “fine del centro abitato” ovvero dal segnale indicante il diverso limite di velocità…. b. “ ….nel caso in esame … … non è consentita l’istallazione dei suddetti dispositivi, in quanto per essi non risulta rispettata la prescrizione di cui all’art. 25 c.2 L.n. 120/2012” (!!)

Per il momento il Comitato è soddisfatto della decisione presa dal Giudice. Ma rimane il fatto che ora il Comune di Osimo, con la nuova segnaletica installata tra ottobre e dicembre 2013, si senta autorizzato ad utilizzare nuovamente l’autovelox (il Comandante ha riferito di aver sospeso l’attività di rilevazione tramite l’autovelox nel mese di settembre 2013, in attesa di chiarimenti in merito alle sollevate questioni di legittimità sia da parte del Comitato che degli utenti sanzionati che si sono rivolti al Giudice di Pace).

Il Comitato invita tutti gli utenti della strada a limitare comunque la velocità, e a tenere un comportamento di guida sempre prudente, indipendentemente dalle querelle, perchè le condotte di guida pericolose degli automobilisti vanno sempre condannate e punite. Rimane però il fatto che gli autovelox sono strumenti che devono essere utilizzati secondo norme e regole ben precise, che anche la Pubblica Amministrazione deve rispettare, il cui potere sanzionatorio in materia di circolazione stradale non può essere ispirato dall’intento della sorpresa ingannevole. Osimo 2 aprile 2014


da Giovanni Strologo
Presidente Comitato Rispetto Codice della Strada 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2014 alle 22:59 sul giornale del 04 aprile 2014 - 739 letture

In questo articolo si parla di attualità, autovelox

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