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Educazione di genere: martedì 25 si è svolto il primo di tre incontri promossi da Snoq Osimo

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Una platea interessata e coinvolta ha compiuto, attraverso le parole della sociologa Graziella Priulla, un viaggio sulle grandi conquiste dei diritti, che hanno visto protagoniste le donne italiane, a partire dal secondo novecento, e sulle discriminazioni di genere, di cui sono ancora vittime, spesso fondate sugli stereotipi.

Gli stereotipi sono “quelle idee dure a morire”, quelle “gabbie mentali”, che non solo ledono la dignità individuale, ma anche la possibilità di valorizzare le differenze tra il maschile e il femminile e di raggiungere un’interazione paritaria .

La Priulla, che insegna Sociologia dei processi culturali e comunicativi nel Dipartimento di scienze politiche e sociali dell’Università di Catania, ha coinvolto il pubblico, con un’esposizione fluida e incisiva, sull’analisi degli stereotipi diffusi dai media e dalla pubblicità, ma anche dal linguaggio comune, dalle battute, dalle barzellette, dal colore rosa per gli abiti, i giocattoli, gli accessori della moda per “le femminucce” e da quello azzurro per ”i maschietti”…

Ha sottolineato l’urgenza della femminilizzazione della lingua,riportando un “allucinante dialogo” tra una bambina e la sua maestra, tratto dal suo libro “C’è differenza”: D.“Signora maestra, come si forma il femminile?” R. “Partendo dal maschile: alla “o” finale si sostituisce semplicemente una “a”. D. “Signora maestra, e il maschile come si forma? R. “Il maschile non si forma, esiste”…e un altro altrettanto emblematico : “Maestra, perché non si può dire “ministra”, ma si può dire “maestra”?

Ha quindi analizzato la rappresentazione della donna nei media, nella pubblicità sessista, dove “il corpo della donna è mercificato, squartato in gambe, culi, tette” Infine ha sottolineato la necessità dell’educazione di genere per l’uguaglianza dei sessi, nella diversità, condizione indispensabile perché non vi sia guerra, ma relazione positiva e costruttiva tra uomini e donne. Nel dibattito, che ne è seguito, hanno preso la parola la consigliera di Parità Pina Ferraro Fazio, docenti e genitori, anche dei tanti ragazzi della scuola dell’obbligo presenti in sala.

Gli interventi hanno evidenziato un grande interesse per il tema trattato e la consapevolezza che “la parità” inizia a scuola. La presenza di ragazzi della scuola dell’obbligo, di genitori e insegnanti ha evidenziato l’importanza di un’educazione di genere per la formazione di identità, di linguaggi e di orientamenti L’evento ha avuto luogo, con il sostegno dell’Istituto Campana, nella sala del Cantinone il 25 febbraio, ed è il primo di tre incontri promossi dal Comitato locale di Se non ora quando, movimento attento alle problematiche di genere. Il prossimo, che si terrà l’8 marzo, al foyer del teatro La Fenice, sempre alle 17,30, avrà per tema la “violenza sulle donne”. Natascia Mattucci ci parlerà di cosa significa nominare la violenza al femminile e l’impiego del termine femminicidio: sarà l’altra faccia della giornata mondiale dedicata alla “festa delle donne.” .





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-03-2014 alle 18:00 sul giornale del 04 marzo 2014 - 577 letture