Per il centro storico di Osimo, Cna propone una 'cura da movida'

5' di lettura 16/01/2014 - Una cura da movida, questo serve al centro storico. La CNA di Osimo, come prima proposta programmatica in vista delle elezioni 2014, propone la programmazione e l’organizzazione, attraverso la collaborazione e l’aiuto delle associazioni, di eventi a cadenza mensile che permettano di rivitalizzare il centro storico trasformandolo così nel cuore delle manifestazioni cittadine.

Curare la malattia del centro storico con le solite proposte, a giudizio della nostra associazione è come curare una malattia rara con la medicina omeopatica… sicuramente non fa male, ma è difficile (e soprattutto dimostrabile) che si ottengano risultati.

Da qui la riflessione sui parcheggi gratuiti: siamo sicuri che una soluzione come questa possa rivitalizzare il centro storico? Per cercare di dare una risposta, ci sembra utile un confronto con le amministrazioni che hanno adottato questo tipo di politica. La più vicina è quella fidardense e anche li il centro storico soffre e le attività chiudono. Se non bastasse possiamo anche rifarci alle realtà più consistenti.

Ascoli Piceno, per esempio, è uno dei comuni capoluogo che non ha aree pedonalizzate avendo un rapporto metri qu./100 ab pari a 0 classificandosi al 100 posto mentre per quanto concerne le ZTL il dato non è disponibile (fonte Legambiente, dati Comuni 2010, elaborazione Istituto di ricerca Ambiente Italia). La città picena presenta una moltitudine di parcheggi (a pagamento e non) che affollano il centro storico. Ebbene se sfogliamo i giornali del 2013 delle cronache cittadine picene noteremmo anche qui titoli sulla “Crisi dei consumi” e sulla proposta di un’associazione dei commercianti (Ascolincentro) che chiede la, udite udite, “pedonalizzazione del centro storico”.

In pratica la crisi del commercio è generalizzata e dalle interviste che si raccolgono in tutta la regione Marche, le cause sono sempre le stesse: un calo dei consumi dovuto alla perdita di lavoro e del potere di acquisto dei salari. A questo punto, in attesa di interventi di sistema (nazionale e soprattutto europeo), non ci resta che sperimentare una cura adatta ad una malattia nuova come questa crisi di sistema che dura da diversi anni. Per tale ragione l’associazione di categoria degli artigiani propone una cura da evento lunga un anno. Tale proposta si può suddividere in 3 tipologie di azioni che devono essere coordinate e contemporanee:

1. eventi per tutto l’anno. Attraverso la collaborazione di associazioni di categoria, culturali, ricreative e sportive il comune dovrebbe programmare un cartello di eventi che duri tutto l’anno (almeno 2 al mese per tutti i mesi, nessuno escluso). In questo senso non si parte da zero e le iniziative programmate nel 2013 hanno dimostrato che questa cura può funzionare (si veda la mostra “Da Rubens a Marat”, il choccolat day o la festa della Castagna, le feste romane.. tempo permettendo, etc.). Creare una sorta di palcoscenico di cultura, sport e ricreazione che permetta costantemente di attrarre cittadini e turisti nel centro storico. Questo, naturalmente, vorrebbe dire anche ripensare il programma delle feste cittadine, riportando al centro alcuni degli eventi spostati in periferia (nel centro attrezzato di Campocavallo) o nelle vie secondarie;

2. facilitare la permanenza e l’insediamento delle attività produttive nel centro – facilitare lo svolgimento degli eventi. L’amministrazione pubblica da un lato dovrebbe abbattere la nuova tassazione locale (IUC) per le attività che risiedono nel centro storico. Dall’altro dovrebbe facilitare lo svolgimento degli eventi sia attraverso la concessione dei locali e spazzi pubblici, sia soprattutto concedendo la possibilità, soprattutto in estate, di poter far nascere una “movida osimana” difendendola dalle inevitabili lamentale dei residenti. In tutti i contesti dove si sono diffuse feste e attività ricreative estive (la cosiddetta movida), il commercio ne ha risentito positivamente (Ancona, ma la stessa Ascoli Piceno ha nel 2013 sviluppato una forte attenzione verso questo fenomeno), ma immancabilmente sono nate polemiche.

Occorre comprendere che stiamo cercando di far “più bello” il centro storico e per tale ragione un minimo prezzo bisogna pagarlo (per lo meno se si vuole abitare nel centro storico). Anche qui non si parte da zero: l’estensione del Wi-fi in tutto il centro di Osimo è un buon punto di partenza per permettere anche ai locali e consumatori di sfruttare questo importante elemento infrastrutturale. Contemporaneamente i proprietari dei locali dovrebbero facilitare gli affitti per i primi 3 anni delle nuove attività per permettere la radicazione in centro, cosa che gioverebbe anche agli stessi proprietari (è meglio avere un’attività sana che paghi regolarmente per più anni l’affitto, piuttosto che una breve esperienza che lasci anche debiti).

3. parcheggi si… ma partendo dal Maxi parcheggio. Secondo la CNA il punto di partenza deve essere il Maxi parcheggio. Abbiamo un impianto fantastico, che molti comuni si sognano. Un ascensore con relative scale mobili che con comodità e in pochi minuti ci portano nel cuore della città. Occorre far si che questo diventi il punto di partenza e di arrivo di chi vuole vivere il centro e per tale ragione occorre, oltre a far funzionare il sito (orari di apertura e chiusura non ancora visibili), allungare il servizio come fatto nel caso della mostra “da Rubens a Marat”. In particolare riteniamo che un’atomatizzazione degli impianti possa permettere di allungare gli orari mantenendo i costi inalterati del personale.

Già adesso esiste una cassa automatica, per tale ragione riteniamo che tale sistema possa funzionare prolungando gli orari, soprattutto in estate per permettere la nascita di quella tanto sperata “movida osimana” del punto 1. Queste sono le nostre prime proposte per il centro storico, proposte complesse, che necessitano di concertazione e del contributo fattivo di tutti (comune, associazioni, proprietari degli immobili, commercianti, etc.). A problemi complessi, infatti, non esistono soluzioni semplici, ma sicuramente potrebbero esistere soluzioni condivise che permettono una vera risposta alla crisi.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2014 alle 17:50 sul giornale del 17 gennaio 2014 - 1455 letture

In questo articolo si parla di economia, osimo, cna

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