Gran finale per la mostra sul Barocco. Sgarbi: 'torneremo a proporre rassegne a Palazzo Campana'

5' di lettura 12/01/2014 - Grande cornice di pubblico al teatro la Nuova Fenice per la cerimonia di chiusura della mostra "Da Rubens a Maratta". Dal 29 Giugno al 12 gennaio, l’evento espositivo dell’anno della regione Marche e una delle più prestigiose rassegne europee, è stato visitato da quasi 40 mila persone (proprio questo pomeriggio è stata superato l’ambizioso traguardo).

Curata da Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti, l'esposizione ha rappresentato uno straordinario successo per il Comune di Osimo, che si è distinto per l’elevata capacità organizzativa e come importante centro culturale nella provincia di Ancona. La mostra ha saputo presentare ad un vasto pubblico i grandi artisti del Barocco, sia marchigiano, come il pesarese Cantarini, Claudio Ridolfi, Giovanni Francesco Guerrieri e Claudio Maratta, di cui ricorreva lo scorso anno il trecentesimo anniversario della morte, che nazionale come Reni, Solimena, Preti, Domenichino, Guercino e Procaccini.

La splendida cornice di palazzo Campana ha impreziosito ulteriormente opere che inserite in contesti isolati come chiese o palazzi rischiavano di passare inosservate. La capacità di Vittorio Sgarbi e della sua affiatatissima squadra composta dal prof. Stefano Papetti e dalla Prof.ssa Liana Lippi è stata quella di mettere in risalto tutto il barocco senza soffermarsi obbligatoriamente sui soliti nomi noti, ma guardando a tutta la produzione di un periodo che ha visto artisti maggiori e minori affiancati in un rapporto di grande respiro che meritava di essere conosciuto e apprezzato.

'Questa mostraha detto Sgarbi nel suo intervento – tra le centinaia che ho avuto il piacere di allestire è quella a cui sono legato maggiormente dopo l’evento organizzato nell’80 a Vicenza (ndr la prima esposizione curata da Sgarbi). La cultura comporta anche delle positive ricadute economiche quanto mai necessarie soprattutto in questo periodo di recessione. La cultura dà da mangiare, magari non agli artisti, musicisti o poeti, ma senz’altro alle attività ricettive, agli esercizi commerciali ed agli stessi politici - ha aggiunto strizzando l’occhio ad un pubblico divertito – Cercheremo di proporre qualche altra rassegna sempre a palazzo Campana, che si presta ottimamente ad eventi di questo genere'.

Sulla stessa lunghezza d’Onda anche il governatore Gian Mario Spacca che ha definito la mostra un evento straordinario ed un’occasione di crescita per il territorio. 'La nostra regione – ha aggiunto – si presta perfettamente a cogliere le opportunità offerte da eventi culturali di tale livello. Le Marche sono infatti uno scrigno, un museo diffuso, una delle regioni più belle e maggiormente dotate di beni artistici d’Italia. Dobbiamo sempre di più fare di questi asset una ricchezza su cui costruire ulteriori prospettive di crescita, reddito, occupazione e lavoro per i giovani. Non possiamo più essere soltanto la regione della manifattura, ma anche quella della cultura, del turismo. La regione che sa far parlare di sé non solo per l’abilità delle mani dei propri imprenditori, ma anche per la creatività e la genialità che hanno accompagnato costantemente la nostra storia'.

La grande mostra sul Barocco ha visto tra gli enti promotori proprio la Regione Marche. Spacca ha evidenziato la forte disponibilità della Regione a continuare a sostenere eventi di questo tipo. Grazie al prezioso apporto di Liana Lippi e Vittorio Sgarbi, questo evento ha potuto contare su un team in grado, ogni volta, di creare momenti che qualificano il nostro territorio. Il ringraziamento, oltre che al sindaco Stefano Simoncini e a tutta la comunità osimana, va dunque agli animatori di questa mostra che ha così tanto valorizzato Osimo e le Marche ed ha contribuito ad accrescere la consapevolezza di sé di questo territorio”.

Soddisfatti il sindaco Stefano Simoncini e l’assessore alla cultura ed al turismo del comune di Osimo Achille Ginnetti, nelle vesti di presentatore della cerimonia. 'La mostra ha durato 6 mesi – ha ricordato Ginnetti – ma ha richiesto ben tre anni di lavoro per il suo allestimento. Alla luce dei risultati, della notevole presenza di pubblico e dell’importantissima promozione di Osimo a livello mediatico è evidente come la scelta sia stata azzeccata. Puntare sulla cultura per ridare ossigeno alla nostra economia è stata un’ottima intuizione”.

'Ma per tutto questo – ha aggiunto il primo cittadino – è stato fondamentale l’apporto di tutte le istituzioni, della Regione Marche, dell’Istituto Campana, della Fondazione don Carlo con la presidente Elisabetta Leonardi, degli sponsor, dei volontari, delle guide, dei dipendenti comunali e delle società partecipate (in particolare l’azienda speciale A.S.S.O.) che sono stati sempre disponibili ben oltre l’orario di lavoro'.

Tutte le persone che hanno collaborato nell’allestimento della msotra sono state premiate dalle autorità. Ma il premio più importante stato il gran numero di visitatori che oltre ad aver ammirato la mostra ha apprezzato Osimo per la calorosa accoglienza e per i suoi innumerevoli gioielli. 'La mostra – ha sottolineato l’Arcivescovo di Ancona-Osimo mons. Edoardo Menichelli - ci ha fatto apprezzare la magia della contemplazione perché, come diceva Arnaldo Foà, scomparso proprio ieri, “la cultura è la gioia dell’anima”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-01-2014 alle 19:10 sul giornale del 13 gennaio 2014 - 777 letture

In questo articolo si parla di cultura, attualità, osimo, Comune di Osimo, rubens maratta, chiusura mostra

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/WY7





logoEV