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Standing ovation alla Fenice per Luca Barbareschi che ha portato in scena 'Il discorso del re'

4' di lettura 09/01/2014 - Standing ovation al teatro la Nuova Fenice di Osimo per Luca Barbareschi che ha portato in scena Il discorso del re dopo la lunga convalescenza che lo ha tenuto lontano dal palcoscenico per ben due mesi.

Una scelta non casuale quella di riprendere il lavoro partendo proprio da uno dei più bei teatri delle Marche. Grazie all’attore originario di Montevideo "Il discorso del Re" , dopo essere stato una pellicola di successo mondiale vincitrice di ben quattro premi Oscar, è approdata in teatro. L'attore italiano ne firma la produzione e la regia e sceglie per sé il ruolo di Lionel Logue, ex teatrante reinventatosi logopedista, che senza una laurea e con metodi poco ortodossi, farà superare ad Albert, il re – i cui panni sono vestiti da Filippo Dini, uno dei giovani attori più interessanti della scena italiana, il grave problema della balbuzie.

Dopo la morte del re inglese Giorgio V nel 1936, a ridosso del secondo conflitto mondiale, la corona passa al figlio primogenito Edoardo, che dopo nemmeno un anno lascia il trono per amore di Wallis Simpson. È così il turno di Albert, che assume il nome di Giorgio VI. Ma Albert è un uomo pieno di complessi e soprattutto affetto da una potente balbuzie… fino a che la moglie non lo porta proprio da Lionel Logue. Tra provocazioni e conflitti interiori, i due instaureranno un rapporto di fiducia che permetterà davvero ad Albert di prendere consapevolezza di sé, superare i propri limiti e far fronte con successo ai suoi doveri di re. Ironico, commovente e intelligentissimo, il testo di David Seidler, giustamente premiato con l’Oscar, vuole comunicare al pubblico quanto sia importante affrontare i propri ostacoli al fine di raggiungere il proprio scopo.

Secondo Luca Barbareschi, quest’opera teatrale si inserisce in quel filone in cui il teatro è soprattutto un inno alla voce e all’importanza delle parole. La vicenda è ambientata nel XX secolo quando i mezzi di comunicazione di massa assumevano un’importanza capitale per il vivere quotidiano del cittadino, quando poche parole del Re via radio potevano donare un briciolo di rassicurazione alla povera gente, specie durante i conflitti bellici. Tutta la vicenda è costituita da una incessante partitura dialettica che ricorda la necessità di adoperare le giuste parole da parte del potere, e forse proprio in questa epoca storica è una lezione che andrebbe ripetuta sovente, anche perché una storia acquista maggior valore se tramandata ai posteri attraverso un persuasivo impianto oratorio.

Prima di salire sul palcoscenico Luca Barbareschi ci ha concesso una breve intervista.

-Dopo la pausa forzata per motivi di salute si riparte da Osimo con un testo che le ha dato da subito molte soddisfazioni:

'Sì devo dire che è sempre un piacere ritornare nelle Marche, una terra che possiede tantissime eccellenze, artistiche, culturali ed enogastronomiche. Per non parlare poi dei bellissimi teatri che praticamente si trovano in quasi tutti i comuni, dei veri gioielli. Che dire poi della Fenice di Osimo…'

-Lei è il regista di questo spettacolo come mai ha deciso di portare in scena il testo di Seidler?

'Sono sempre stato legato con la drammaturgia inglese e americana e conoscevo il testo di Seidler prima del film. Il successo del film ha fatto da traino alla messa in scena. Peraltro questo è uno spettacolo dalle molte valenze, che fa ridere e fa piangere, che mette al centro la parola, il verbo, un valore che abbiamo perso, sommersi come siamo dalle immagini. Logue, il personaggio che interpreto non è un vero logopedista, ma un attore, anzi un ex attore, un fallito di grande cuore, aiuta il re a smettere di avere paura senza nessun tornaconto personale politico'.

Perché lei che invece è un attore molto amato e di successo ha scelto di interpretare Logue e non il re?

'Il personaggio di Logue mi piace perché fa emergere alcuni lati della mia personalità, mi ha aiutato un po’ ad esorcizzare i miei difetti. Lionel è un attore di valore, a tutto tondo, che però ha fallito perché stravolgeva tutto, qualsiasi ruolo, era più forte di lui'.

In questi giorni nelle Marche, impegnato per il prossimo appuntamento al Gentile di Fabriano, Barbareschi si è ripromesso di guastare la nostra cucina dal suo amico lo chef senigalliese Uliassi e di fare una visita alla mostra “Da Rubens a Maratta”. Il cartellone di prosa della Nuova Fenice, allestito dall’Amat, dall’azienda speciale Asso e dal comune di Osimo, sta riscuotendo ampi consensi com’era stato previsto durante la conferenza stampa di presentazione del novembre scorso. Il prossimo appuntamento sarà il 28 gennaio con la bellissima Francesca Inaudi impegnata in “Molto Rumore per Nulla”. Il 20 febbraio invece, proprio l’ex compagna di Barbareschi, Lucrezia Lante della Rovere porterà in scena il libero adattamento della commedia di Luigi Pirandello “Come tu mi vuoi”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2014 alle 16:55 sul giornale del 10 gennaio 2014 - 778 letture

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