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Osimo è anche Presepi. Ecco una piccola rassegna dei principali

7' di lettura 01/01/2014 - Durante le feste natalizie per molti concittadini e non solo il tour dei presepi osimani è un’occasione per ricordare come la tradizione della raffigurazione della Sacra Famiglia sia fortemente radicata in città e come abbia portato spesso alla creazione di veri e propri gioielli di cultura popolare. La bellezza e la ricchezza artistica dei luoghi che si possono visitare in questi giorni riempiono di orgoglio tutta la cittadinanza.

Abbadia, Buttari, Campocavallo, Padiglione, San Marco sono solo alcuni dei tanti presepi visitabili ad Osimo. Il Comune senza testa contiene una quantità di tesori nascosti inimmaginabili. Tra questi vi sono senza dubbio i numerosi presepi presenti nelle chiese ed in luoghi anche meno “religiosi”, per non parlare poi di quelle famiglie che allestiscono la sacra rappresentazione dentro le mura domestiche con una cura dei particolari da far invidia ai presepi più rinomati.

La tradizione data le origini del presepe al 1223, anno in cui Francesco d’Assisi organizzò un presepe con personaggi viventi a Greccio. In seguito si diffuse nel Napoletano e poi in tutta Italia differenziandosi, nelle varie regioni, per i diversi prodotti e materiali utilizzati per ricreare la scena della nascita di Gesù. La giunta comunale con il sindaco Simoncini, il vice Antonelli e l’assessore Giacchetti ha deciso allora di onorare questa ricchissima tradizione popolare di fatto visita ad alcuni presepi. Il tour è iniziato partito da quello dell’Abbadia che viene realizzato ininterrottamente dal 1964. Oltre a quello esposto all’interno dell’edificio parrocchiale, da alcuni anni ne viene allestito uno a grandezza naturale che richiama nella ridente frazione osimana tantissimi appassionati e turisti provenienti da ogni parte delle Marche.

Quanto mai suggestivo lo scenario della natività che la sera con alcuni effetti di luce incanta i presenti. Il bellissimo guscio bianco realizzato alle spalle del “bambinello” si trasforma in una sorta di nuvola come se la Sacra Famiglia fosse sospesa in aria. Nel 2013 sono state apportate diverse novità tra cui la vita a Nazareth del piccolo Gesù con San Giuseppe intento a lavorare il legno. Allestimenti di questo tipo richiedono un lungo e duro lavoro da parte dei volontari che il primo cittadino ha ringraziato sentitamente.

'I Presepi – ha sottolineato il sindaco Simoncini sono lo specchio della cultura che li produce, riflettendo con tratti di intenso verismo la società del tempo e gli aspetti più vivaci della nostra realtà quotidiana. Si arricchiscono di elementi inusitati e di accorgimenti scenici spettacolari, con uno sfoggio di fantasia inventiva. Il Presepio esalta valori spirituali, quali il sentimento religioso e il senso della famiglia e della tradizione. A tutti gli organizzatori esprimo il vivo ringraziamento per la capacità di proporre una rievocazione densa di significati e di emozioni'.

Il tour è poi proseguito alla casa di riposo Grimani Buttari. Una struttura di eccellenza nella cura degli anziani, un esempio di come si possa trascorrere serenamente il periodo di riposo, dopo una vita spesa per il lavoro. All’ingresso, lungo il viale dell’Accoglienza, il visitatore si immerge subito nella magia del Natale con il presepe allestito con grandi mattoncini di tufo. I maestri presepai non hanno lasciato nulla al caso, dalla donna con bambino che cuoce all’istante panini freschi al pollaio, dalla porcilaia fino al gregge di pecore che pascola allegramente nel delizioso parco del Buttari. Ma ci sono tanti presepi anche nelle diverse ali della struttura tra cui la residenza Belvedere dove il sindaco e gli assessori si sono intrattenuti con alcuni ospiti.

Tra questi il gagliardo Arrigo Antognini, 103 anni alle spalle e una grande passione per la Ferrari nel sangue. Memorabile il raduno delle rosse al Buttari per festeggiare le 100 candeline. Antognini è infatti il più anziano (o sarebbe il caso di dire il meno giovane”) dei tesserati dei club Ferrari d’Italia. Le residenze del Buttari inoltre dal qualche anno sono state arricchite con i quadri del compianto Alberto Simonetti, apprezzato artista di Osimo Stazione scomparso purtroppo prematuramente. Il papà Vittorio, ospite del Buttari, ha voluto ricordare il figlio omaggiando la casa di riposo con ben 150 opere originali.

'Ho già avuto modo di ringraziare i presepisti del Buttari per la natività allestita nell’atrio comunale – ha dichiarato il sindaco - ma devo dire che sono stati formidabili, hanno fatto un grande lavoro di squadra. La presenza del presepio ha poi attirato tanti concittadini che si sono riversati lungo i vicoli e le viuzze del Buttari rallegrando i suoi ospiti che per qualche ora si sono sentiti catapultati in centro storico dove lo “struscio” è di casa. Quel centro dove alcuni di loro hanno lavorato commerciando o lavorando come mastri artigiani durante le feste si è trasferito in parte nella loro nuova casa'.

Il primo cittadino si è impegnato a ritornare quanto prima per ammirare tutti gli altri presepi presenti ed intrattenersi con gli ospiti per ricordare insieme la Osimo dei tempi andati e fare un brindisi al nuovo anno. Il tour è poi proseguito a Campocavallo la frazione di cui è originario il vice sindaco Antonelli che ha rivelato di aver collaborato alcuni anni fa con ilo mastro presepaio Bottegoni. In attesa che venga trasferito nella nuova struttura posta dietro il santuario, il presepe di Campocavallo ha mantenuto intatto il proprio fascino. Lo sfondo della natività è da cartolina con la neve che scende copiosa in un vicoletto stretto delimitato da mura medievali e con i sanpietrini come selciato.

Quest’anno il deserto con il lago e la vista sul mare è stato soppiantato da un allegro villaggio innevato da fare invidia agli scenari proposti nei classici carillon natalizi. A Padiglione la tradizione viene portata avanti da una decina di anni. Un presepe teologico quello allestito dai 6 volontari che ogni fine estate si ritrovano in parrocchia per apportare modifiche ed interessanti novità ad uno degli allestimenti più suggestivi del territorio. Nei 200 mq di superfice è possibile ripercorrere tutte le fasi che hanno portato alla nascita di Gesù dall’annunciazione fino alla vita nella Betlemme di 2000 anni fa. All’ingresso invece sono esposti i piccoli presepi realizzati dai bambini della frazione. Ma anche il centro storico non delude le attese dei visitatori e di chi sfruttando l’occasione della mostra “Da Rubens a Maratta” oltre a tuffarsi nel Seicento e nel barocco intende rivivere la natività. Nei locali sottostanti la chiesa di San Marco c’è infatti il cosiddetto “presepe in grotta”. In pochi metri di spazio ci si trova immersi in una vera opera d’arte con tantissimi particolari degni di nota. Davvero incredibile la cura con cui sono stati riprodotti gli interni di alcune abitazioni con all’interno mobili, lavandini e persino il pavimento che ricordano le case di inizio Novecento.

“Tanti complimenti a tutti - hanno detto all’unisono i rappresentanti dell’Amministrazione. In ogni presepio -ha dichiarato con soddisfazione Simoncini - abbiamo riscontrato qualcosa di originale ed unico. I volontari con le loro fantastiche creazioni ci rendono orgogliosi di essere osimani e meritano di essere ripagati dalle visite dei propri concittadini che invito a recarsi in questi fantastici luoghi per ammirare il miracolo del Natale”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-01-2014 alle 21:52 sul giornale del 02 gennaio 2014 - 1374 letture

In questo articolo si parla di attualità, osimo, Comune di Osimo

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