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Sanità Valmusone: si apre qualche spiraglio

Ospedale di Osimo 6' di lettura 20/09/2013 - Il pressing esercitato dall’Amministrazione Comunale con il sostegno di tutto l’arco istituzionale cittadino sta ottenendo i suoi effetti. Martedì 17 settembre infatti la V commissione salute ha approvato i criteri e le raccomandazioni da proporre alla Giunta regionale per la riforma delle reti cliniche.

Nel documento infatti si tiene conto delle istanze della Valmusone, in particolare nella parte riguardante la riorganizzazione dei punti nascita. Tra le indicazioni fornite dalla Commissione si sottolinea come 'la scelta di riorganizzazione debba ancorarsi solo ed esclusivamente a comprovate, puntuali, inderogabili, fonti normative nazionali e agli accordi nella conferenza stato regioni, non a valutazioni di opportunità'.

In particolare la commissione chiede 'di applicare l’Accordo Stato regioni del 16 dicembre 2010 senza interpretazioni, in modo graduale, nei tempi necessari, in concertazione con il direttivo ANCI; che tale gradualità sia legata al numero dei parti nei singoli stabilimenti ospedalieri (dal più basso al più alto) e alla presenza almeno della guardia medica-ostetrica, della guardia medica-pediatrica e anestesiologica H24'.

Nelle indicazioni non si parla esplicitamente del mantenimento di ostetricia e ginecologia al S.S. Benvenuto e Rocco, ma si suggerisce l’opportunità di legarne l’esistenza alle esigenze del territorio. In pratica grazie agli oltre 800 parti l’anno e alla presenza degli ultimi tre requisiti sopracitati, riguardanti la guardia medica, viene aperto uno spiraglio per il suo mantenimento. Risulta evidente quindi, quanto già affermato in più sedi dall’Amministrazione Comunale e dagli altri sindaci della Valmusone, la necessità di perseguire criteri di equità nell’erogazione di servizi sanitari e mantenere un costante confronto con le parti sociali.

In tal senso le Amministrazioni Comunali, essendo deputate per legge alla tutela della propria comunità, anche dal punto di vista sanitario devono essere sentite ed avere voce in capitolo. Non a caso la V Commissione raccomanda che la scelta in materia sanitaria garantisca pari opportunità a tutti i cittadini delle Marche tenendo conto anche dei flussi di mobilità. “Il Comune di Osimo - dichiara il sindaco Stefano Simoncini - non abbasserà la guardia ricorrendo a tutti gli strumenti in suo possesso per tutelare l’interesse della sua comunità”. Il primo cittadino si batterà per la conservazione della consistenza organizzativa funzionale delle strutture sanitarie locali.

Ha infatti dato mandato al proprio legale di fiducia di contestare la riduzione dei posti letto per acuti del presidio ospedaliero osimano e di chiedere la presenza anche ad Osimo di una MSA – auto medica in servizio H24. Ciò che viene a mancare è infatti la risposta appropriata e tempestiva di soccorso nel nostro territorio. “Ci auguriamo che la giunta regionale - aggiunge Simoncini – nella materia della tutela della salute applichi corretti principi di cooperazione tra tutti gli enti coinvolti e garantisca un equo sviluppo economico, sociale e civile”. Il primo risultato che emerge da quanto proposto dalla V commissione è la richiesta alla giunta di un maggior confronto a livello decisionale con il territorio e, per quanto riguarda il reparto di ostetricia e ginecologia, il mantenimento del punto nascita osimano.

Si tratta comunque di un risultato importante emerso alla luce del ripetuto impegno della giunta Simoncini e di tutti i consiglieri comunali osimani che hanno trovato l’appoggio dei consiglieri regionali Latini e Pieroni. Un iter lunghissimo che dura da anni, ma che ha avuto le sue tappe più importanti negli ultimi mesi. Lo scorso 23 luglio infatti il sindaco Simoncini, accompagnato da alcuni esponenti della maggioranza tra cui il consigliere Daniele Cappanera ed il coordinatore delle Liste Civiche Stefano Marinelli, ha consegnato al presidente della commissione salute Francesco Comi le 4000 firme raccolte in pochissimi giorni per il mantenimento di ostetricia e ginecologia all’ospedale di Osimo ed il conseguentemente inserimento in quello di nuova realizzazione all’Aspio di Camerano. All’incontro ha fatto seguito il 5 Agosto il consiglio comunale straordinario aperto sulla situazione ospedaliera della Valmusone al quale hanno partecipato i sindaci ed i rappresentanti dei 7 comuni interessati e tantissimi concittadini, che hanno sfidato la calura estiva per esprimere tutto il loro disappunto versa la depauperazione dei servizi sanitari del territorio. “La Valmusone d’inverno conta oltre 80 mila abitanti che diventano 120 mila in estate, è quindi impensabile non garantire i servizi minimi di assistenza tra cui l’automedica h24 o costringere le partorienti a recarsi a Senigallia e Jesi e nei casi più seri rivolgersi al Salesi” rimarcò durante il proprio intervento il sindaco Simoncini.

Dopo quella serata i sindaci si sono ritrovati nuovamente ad Osimo per sottoscrivere un documento unitario in cui veniva chiesto ufficialmente il mantenimento di ostetricia e ginecologia al S.S. Benvenuto e Rocco, il suo inserimento nel nuovo ospedale di rete e l’automedica h 24 anche ad Osimo. Documento che poi lo stesso sindaco Simoncini, accompagnato dalla giunta, da alcuni consiglieri comunali e dai colleghi e rappresentanti degli altri comuni, ha consegnato lo scorso 10 settembre all’assessore regionale alla salute Almerino Mezzolani e al presidente della V Commissione Francesco Comi. In quell’occasione da parte degli esponenti regionali ci fu una leggera apertura accolta positivamente dallo stesso primo cittadino senza testa. In pratica le istituzioni della Valmusone, consapevoli delle ristrettezze economiche, chiedevano il mantenimento dei livelli minimi di assistenza, nulla di impossibile quindi.

Il sindaco Simoncini infatti ha ricordato che sulla salute della gente la politica non può delegare ai tecnici. Il presidente Comi ha quindi suggerito di rivolgersi anche al direttivo dell’Anci visto che sarebbe stato ascoltato qualche giorno dopo nella fase conclusiva della definizione dei criteri per la riforma delle reti cliniche. Interpellato il presidente dell’Anci Maurizio Mangialardi, il sindaco Simoncini ha avuto rassicurazioni sull’appoggio alla causa di tutta la Valmusone. Da tutto questo è scaturito il risultato di martedì. “E’ senz’altro un piccolo passo in avanti – dichiara Simoncini – credo che comunque la giunta regionale grazie soprattutto al forcing di Latini e Pieroni abbia capito che un territorio così vasto e popoloso non possa venire depauperato di servizi almeno finché non sarà operativo il nuovo ospedale di rete. Noi da parte nostra siamo disponibili a qualsiasi tipo di confronto costruttivo per arrivare ad una soluzione definita che garantisca i cittadini e il loro diritto alla salute”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-09-2013 alle 16:35 sul giornale del 21 settembre 2013 - 659 letture

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