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Nel messaggio agli studenti di Monsignor Menichelli un pensiero a San Giuseppe da Copertino

edoardo menichelli 3' di lettura 12/09/2013 - 'Nello zaino: la sapienza'. Con questo titolo l’Arcivescovo della Diocesi Ancona-Osimo Mons. Edoardo Menichelli apre il messaggio al mondo della scuola che come ogni anno rivolge a studenti, dirigenti e personale comunque impegnato nella scuola.

'Innanzitutto il mio saluto è per gli studenti – inizia Mons. Menichelli - ai quali penso spesso e dei quali annoto, attraverso dialoghi e incontri, preoccupazioni, qualche stanchezza e soprattutto desideri positivi. Vorrei tanto che gli studenti comprendessero che la scuola non è solo un compito dello Stato e un diritto orientato alla crescita culturale della persona: essa è fatica, impegno e tempo prezioso per quella personale coltivazione dell’intelligenza e della volontà'.

'L'inizio dell'anno scolastico – scrive ancora l’Arcivescovo - coincide con la festa di un Santo custodito nella città di Osimo: San Giuseppe da Copertino, invocato come Patrono degli studenti e indicato anche come persona incamminata non solo al sapere umano, ma in particolare a raggiungere la sapienza del cuore: una sorta di struttura spirituale che ti fa guardare la vita, l'umanità, la persona umana e Dio come soggetti con i quali ci si deve confrontare per entrare in una dimensione che ti dona serenità e capacità di stare nel tempo umano con letizia e con speranza'.

'Cari ragazzi vivete il tempo della scuola come un tempo appassionato e gustatene il senso e amatene lo svolgimento. Cercate la sapienza, qualità alta che vi rende maturi e sereni di fronte allo "smatassarsi" della vita. Cari ragazzi sappiate e crediate che l'impegno di oggi è premessa dell'attesa fruttificazione del domani'.

Una riflessione, poi l’Arcivescovo la fa su: la scuola e la società: 'Si ha spesso l'impressione che la scuola sia una specie di "corpo estraneo" alla vita sociale e che essa venga presentata come "un costo per la stessa societá e "una delega" che consente di affidare le nuove generazioni a questa istituzione. La scuola è dentro la vita della società, palestra del futuro e luogo prezioso verso il quale debbono convergere una serie di attenzioni, di premure. La scuola non può vivere da sola essa va amata, custodita, partecipata. La scuola è misura alta della qualitá di una societá orientata non solo alla preparazione professionale, ma di più alla costruzione dell'umano.

La scuola deve respirare una libertá frutto di una collaborazione collettiva perchè va ricordato, che della persona umana nessuno è proprietario. In questo senso la scuola è palestra di proposta, di conoscenza, di accompagnamento; non è luogo di ideologie, ma santuario delle idee. A questo riguardo preziosa e qualificante è l'opera dei maestri e dei professori, di coloro, cioè, che stanno in una cattedra che di giorno in giorno si fá servizio, attenzione e paziente dono.Cari professori abbiate a cuore non i risultati dei giovani studenti, ma la loro persona, quel profondo mistero di cui ognuno è portatore”.


   

da Arcidiocesi Ancona Osimo




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-09-2013 alle 12:06 sul giornale del 13 settembre 2013 - 852 letture

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