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Il Movimento 5 Stelle propone un'assemblea cittadina per discutere dell'ex Consorzio

4' di lettura 27/07/2013 - L’importanza dei ritrovamenti archeologici nell’area dell’ex-Consorzio Agrario che sembra confermarsi giorno dopo giorno con l’aumento degli archeologi che stanno lavorando agli scavi, pone la cittadinanza osimana e tutti i soggetti coinvolti (a partire dalla Ditta Simonetti, proprietaria dell’area, fino alla stessa Amministrazione Comunale) di fronte ad uno scenario inedito ed inaspettatamente positivo: riscoprire un pezzo di storia estremamente significativo del nostro importante passato da valorizzare anche ai fini di un rilancio culturale e turistico della nostra città.

Sembra infatti, da una ricostruzione ipotizzata da Roberto Mosca, che ringraziamo per la consulenza fornita, che l’area dell’ex-Consorzio possa essere stata

un importante crocevia, uno “svincolo” per la città di Osimo nella viabilità romana, confermata per deduzioni da La Guerra Gotica di Procopio (che cita una chiesa fuori le mura) e resa evidente dagli Statuti Medioevali. Infatti chi veniva da Roma poteva salire ad Osimo attraverso la salita (l’attuale gradinata Oberdan) che portava a Porta Musone o proseguire per Ancona attraverso l’attuale via Ungheria che continuava verso Borgo San Giacomo, via Roncisvalle, attraversando poi il fosso di San Valentino. Nell’area dell’ex-Consorzio Agrario, questa importante strada consolare incrociava anche la strada che portava ai mulini sul fiume Musone (di cui resta il retaggio nei nomi ancora oggi esistenti di via Molino Mensa e via Molino Basso). Va da sè che un crocevia così importante fosse anche il punto di un’intensa attività mercantile, legata ai produttori agricoli e al commercio della farina macinata nei mulini sul Musone, ed è lì che erano ubicati i “mercati antichi” come si deduce dalle rubriche dello Statuto del 1308, spostati in quel periodo nell’incrocio del Borgo (nundinae novae). Sulle vie romane strette e non selciate, come in questo caso, si aprivano negozietti di ogni genere che esponevano la merce ai lati. I resti emergenti della chiesa paleocristiana potrebbero essere quelli di S. Andrea del Filello, citata in vari documenti medioevali.

La Soprintendenza ai Beni Archeologici sta facendo un ottimo lavoro di tutela e di riscoperta che trova tutto il sostegno del Movimento 5 Stelle di Osimo, e di tutti i cittadini interessati a non seppellire sotto l’ennesimo centro commerciale le testimonianze storiche di una Osimo millenaria, che sono un vanto per la città. Ci aspettiamo che anche l’Amministrazione Comunale, che si è dimostrata così sensibile alla nostra storia con le Feste Romane animate da figuranti forestieri, voglia valorizzare un’importante testimonianza visibile del nostro antico passato. In nome della trasparenza e della partecipazione dei cittadini alle decisioni di interesse collettivo, invitiamo la Soprintendenza, l’Amministrazione e il proprietario dell’area a comunicare i risultati e la portata dei ritrovamenti in un’assemblea pubblica, aperta a tutti i cittadini che siamo sicuri stanno fremendo per presentare a tutta Italia le testimonianze della loro storia.

Sul fronte delle recenti prese di posizione delle Liste Civiche sulla vicenda (ci riferiamo all’utilizzo propagandistico dei cartelloni pubblicitari al capolinea degli autobus), il M5S di Osimo ribadisce la propria netta contrarietà alla costruzione del centro commerciale sull’area dell’ex-Consorzio Agrario, sottolineando come questa operazione provochi soltanto danni economici nei confronti dei già numerosi centri commerciali presenti sul territorio comunale, dei lavoratori di queste realtà e dei piccoli commercianti. Infatti secondo indagini del Codacons, dal 2007 al 2012 i consumi alimentari degli italiani sono calati del 10%, dato oltremodo allarmante se si considera che i consumi primari, in quanto indispensabili, presentano in genere delle contrazioni minime rispetto a quelle dei cosiddetti consumi voluttuari. Inoltre il dato sui consumi totali di aprile 2013 indica un -4% rispetto al 2012! Forse gli amministratori locali non si sono ancora resi conto che l’Italia vive una durissima crisi recessiva, che sta impoverendo la maggior parte della popolazione italiana (gli esclusi sono quelli che speculano sulla crisi) e che, quindi, non è attraverso l’apertura di un ennesimo centro commerciale che si migliora la situazione, nè tantomeno l’occupazione. Anzi, il risultato finale sarebbe quello di aggravare la crisi degli esercizi commerciali ora presenti, i quali, con affanno, stanno cercando di tirare avanti le proprie attività indebitandosi con le banche.

E’ come chiedere al barista di fare più caffè quando non ci sono clienti al tavolo.

Per questo invitiamo il proprietario dell’area Simonetti a riflettere sulla bontà dell’operazione che sta portando avanti, anche a seguito degli interessantissimi e importantissimi ritrovamenti archeologici. La presenza di una necropoli, di una strada romana e di una basilica cimiteriale bizantina non può essere nascosta alla cittadinanza osimana e a quella italiana tutta; l’importanza storica e culturale dei ritrovamenti va salvaguardata, anche attraverso un’apposita operazione che ne permetta la fruibilità.

Ma ve lo immaginate un parco archeologico con aula polifunzionale e locali che possano costituire veramente il fulcro culturale della città?








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-07-2013 alle 15:42 sul giornale del 29 luglio 2013 - 3795 letture

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