utenti online

l'Associazione Amici degli Animali di Osimo adotta 15 cani dal Comune di Fossombrone

canile 4' di lettura 22/07/2013 - Forse alcuni di noi ignorano questa realtà, non conoscendo la legge in termini di tutela animale: secondo la LR10/97 Art. 2 comma 1. i cani accalappiati sul territorio della Regione Marche, diventano, in quanto randagi, di proprietà del Comune sul quale sono stati rinvenuti.

In seguito, questi cani vengono trasferiti, dopo opportuni controlli sanitari, alle strutture di ricovero (per lo più private in mancanza di strutture pubbliche) convenzionate con il Comune, il quale paga una retta giornaliera per il loro mantenimento, stabilita dalla Regione. Tutto questo per dire, che per un Comune qualsiasi, liberarsi "d'emblée" di tutti i propri cani randagi grazie alle adozioni, cosa che peraltro non avviene mai, è sicuramente un grossissimo risparmio economico, parliamo infatti di migliaia di euro l’anno. È accaduto al Comune di Fossombrone, nel mese di maggio.

L’Associazione Amici Animali Onlus di Osimo, ha infatti provveduto ad adottare in massa tutti i suoi 15 cani, onde evitare che venissero trasferiti, per l’ennesima volta, in un’altra struttura privata poco frequentata dai volontari e quindi, con nessuna possibilità di adozione. Perché si sa, il privato fa i propri interessi di imprenditore e certamente non è interessato ad incentivare adozioni che diminuiscono i cani ospitati e di conseguenza il suo guadagno.

Tra l’altro, questi animali venivano già da un precedente sequestro, quello del canile Pet Food di Corinaldo. Questa operazione, ovviamente, per l’Associazione osimana, non è stata certo indolore, in quanto ora si trova a dover pagare per questi 15 cani Forsempronesi, cure mediche (si tratta di cani anziani al di sopra dei 10 anni d'età), e pensione a vita disponendo solo di fondi limitati derivanti dalla beneficenza. Tant’è, che molti volontari si sono autotassati mensilmente per poter contribuire alle spese da sostenere.

Ora, sulla home page del sito internet del Comune di Fossombrone campeggia in bella vista il link del progetto “Adotta un amico”. In poche parole, l’Amministrazione riconosce, a coloro che adottano un cane randagio, un piccolo contributo economico, per sostenere le spese veterinarie, o il cibo per esempio. L’operazione dovrebbe servire ad incentivare le adozioni dei cani dei canili. Anche Amici Animali, avendo adottato tutti i cani del Comune e avendo quindi permesso all’Amministrazione di risparmiare una notevole somma di denaro, ha fatto richiesta per tale contributo. Purtroppo però, viene comunicato che tale contributo non può essere erogato in quanto “il bilancio di previsione per il corrente anno non è stato ancora approvato e pertanto, alla data odierna non è possibile comunicare se l’Amministrazione potrà stanziare i relativi fondi”.

Peccato che i fondi relativi ai cani che l’Associazione ha adottato fossero già stati stanziati lo scorso anno, in quanto Fossombrone aveva previsto di dover pagare più o meno 1000 Euro al mese per i suoi 15 cani, oltre ai vari conti per le spese veterinarie che il gestore del canile dove erano ospitati, puntualmente presentava. E allora perché questo diniego? Dove andranno a finire questi soldi già previsti per l’anno in corso? Perchè prima si fa pubblicità ad un fantomatico contributo e poi si fa marcia indietro?

Noi crediamo che gesti del genere vadano comunque incentivati e sostenuti, perché il problema del randagismo, seppure di per sé non sia la priorità per un comune, lo diventa sempre e comunque quando si tratta di tagliare i fondi, e allora si devono trovare per forza strutture inadeguate, che fanno sconti o prezzi comunque troppo bassi per garantire il minimo sindacale, per risparmiare qualche centinaia di Euro a discapito di esseri viventi e senzienti che hanno come unica colpa quella di essere stati abbandonati dai loro padroni umani. Noi crediamo che il triste fenomeno del randagismo, questo atto di inciviltà e di regresso umano, deve essere affrontato con una seria campagna di sensibilizzazione, con incentivi alle adozioni e non ultimo in ordine di importanza, con la costruzione di canili comunali o intercomunali che la Legge n. 10 aveva già previsto nel lontano 1997. Strutture comunali dove c'è la massima trasparenza e dove le risorse anche se poche e contate, sono usate per gli animali e non per ingrossare le tasche dei molti gestori privati che lucrano con il randagismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2013 alle 11:09 sul giornale del 23 luglio 2013 - 831 letture

In questo articolo si parla di attualità, fossombrone, canile, cani, adotta

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/PJl





logoEV
logoEV