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Area Vasta 2: Sindacati, “riorganizzazione reti cliniche da bocciare!”

Giacomo Mancinelli 3' di lettura 17/07/2013 - 'O andate a lavorare a Fabriano oppure cercatevi un altro lavoro!'. Questo è ciò che viene detto nei corridoi al personale amministrativo e tecnico del Comparto dell'Area Vasta 2 da parte di alcuni vertici aziendali.

Ai dipendenti pertanto un consiglio, quello di portarsi un registratore audio, per dimostrare quello che a tutti gli effetti è un autentico mobbing aziendale. Mentre accade questo nell'Area Vasta 2, nelle altre Aree Vaste viene svolta la mobilità interna ordinaria a domanda per tutti i dipendenti del Comparto previa dichiarazione dei posti vacanti, perché così deve essere, perseguendo il supremo principio governante la Pubblica Amministrazione, ossia quello di prevenire la dichiarazione di eccedenza di organico, la dichiarazione di messa in disponibilità, la mobilità d'ufficio, ovvero per favorire prioritariamente la mobilità volontaria. Nell'Area Vasta 2 NO, la mobilità volontaria e la dichiarazione dei posti vacanti è proibito farla.

Concorsi per posti a tempo indeterminato nell'Area Vasta 2 per n. 73 infermieri e n. 15 operatori socio sanitari, banditi dall'ex Direttore Ing. Bevilacqua, mai svolti ed ancora tenuti bloccati. Addirittura si vocifera che la R.S.A. di Montecarotto riaprirà (se riaprirà) solo con personale delle Cooperative, chiaramente per risparmiare, testimonianza di una volontà aziendale di non svolgere più i predetti Concorsi.

Nel frattempo, la proposta unilaterale di riorganizzazione delle reti cliniche del Direttore Ciccarelli, mai concertata/contrattata, delinea quello che era già facilmente previsionabile, ossia la chiusura di intere Unità Operative Complesse nei grandi Ospedali (fondamentali per mandare avanti la quotidiana attività ospedaliera capace di dare risposte ai complessi bisogni dell'utente rimanendo nell'ambito di uno stesso Ospedale), uno sfruttamento su Area Vasta del personale a causa della storiella del Presidio Ospedaliero Unico di Area Vasta 2 e dei Dipartimenti di Area Vasta 2 (che ancora non si riesce a comprendere cosa siano, pensati solo per risparmiare sul personale, e comunque destinati al flop), e soprattutto utenti costretti a fare Km su Km per andare a ricevere la giusta prestazione o cura.

La Regione Marche preferisce mettere a rischio il paziente pur di non assumere il giusto personale che serve, però accetta di mantenere in vita un costosissimo apparato burocratico amministrativo come quello dell'ASUR. Non sarebbe meglio chiudere l'ASUR ed impegnare la spesa equivalente per assumere piuttosto tutto il personale essenziale necessario ? No eh ! Quando si tratta di ASUR, chissà perché, la logica della spending review non esiste !

Si attendono risposte dall'Assessore Mezzolani e dal Direttore Servizio Sanità Gigliucci riguardo la questione deglle ingenti risorse economiche rappresentate dai residui dei fondi contrattuali anno 2012 dell'Area Vasta 2, che il Direttore Ciccarelli, contravvenendo ancora una volta alle disposizioni normative giuridiche, come fatto nel 2011, non intende mettere a disposizione per la contrattazione decentrata per incentivare tutto il personale, in una fase difficile e pesante, che vede quest'ultimo, tutto, stressato all'estremo dai tagli senza logica (se rimane in vita l'ASUR) in Unità Operative da tempo al collasso organizzativo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2013 alle 12:04 sul giornale del 18 luglio 2013 - 955 letture

In questo articolo si parla di attualità, cgil, Giacomo Mancinelli

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