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Numana: delitto escort, l'imprenditore spegne 34 candeline in cella. Rimane in carcere per inquinamento delle prove

Adriana Mihaela Simion ragazza uccisa 2' di lettura 12/07/2013 - Piovono gli auguri su Facebook per l'imprenditore di Castelfidardo che spegne 34 candeline nella sua cella di Montacuto. Si scava ancora nella vita della squillo e di quel suo ultimo giorno di vita. Ed intanto il giovane rimane in carcere per inquinamento delle prove. Smentite le indiscrezioni che sulla Lista dei clienti abituali della giovane ci siano anche un religioso e due medici.

Nuovo interrogatorio in carcere per l'imprenditore di Castelfidardo, Carlo Orlandoni, che proprio oggi, 12 luglio ha compiuto 34 anni. Ma per lui la situazione non cambia dopo il nuovo interrogatorio di oggi. Confermato da parte del GIP, infatti, il fermo del giovane che rimane in carcere - riferisce il Colonello Luciano Ricciardi - per inquinamento delle prove. Smentite - da parte dei Carabinieri - le indiscrezioni che sulla Lista dei clienti abituali della giovane ci siano anche un religioso e due medici.

L'uomo é accusato dell'efferato omicidio della biondissima 26enne rumena avvenuto il 7 aprile scorso a Marcelli Numana: 30 coltellate inferte, l'ultima fatale all'addome. Il giudice, inoltre, si é riservato di decidere sulla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal Pubblico Ministero. Diverse le domande rivolte dal GIP ad Orlandoni che continua a sostenere a tutt'oggi la sua versione dei fatti. Il 34enne ha ammesso agli inquirenti solo parziali ammissioni: conferma in particolare una lite tra i due per più soldi, ma non di averla uccisa.

Stando alle sue affermazioni la donna lo avrebbe minacciato con il coltello procurandogli ferite, da qui le tracce di DNA su i vestiti della giovane. Il tutto accadeva dopo avergli preso il suo portafogli dal momento che voleva più denaro per le ore passate insieme. L'imprenditore é accusato di omicidio volontario aggravato per il quale rischia una condanna all'ergastolo.

Ma nonostante il quadro che si delinea continua, nel suo racconto confuso dove manca all'appello l'arma e l'ultimo tassello per chiudere il cerchio, a negare di averla uccisa. Rimane, dunque, ancora in carcere l'imprenditore Orlandoni. Le tracce ematiche sui vestiti dei lei sono uno degli elementi probatori non trascurabili ed rimane a tutt'oggi l'ultimo cliente ad aver consumato un rapporto sessuale con la squillo.






Questo è un articolo pubblicato il 12-07-2013 alle 18:06 sul giornale del 13 luglio 2013 - 2083 letture

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