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Ipotesi M5S: 'uso improprio di erbicida all'origine della crisi idrica a Campocavallo'

4' di lettura 03/07/2013 - Riteniamo che la questione della contaminazione dell’acqua potabile nella zona di Campocavallo sia una questione più importante di quello che si è voluto comunicare. Lungi dal voler innescare inutili allarmismi Osimo 5 Stelle crede che in questa vicenda ci siano dei punti non del tutto chiari, nello specifico per ciò che riguarda il controllo periodico della potabilità e, soprattutto, l’utilizzo probabilmente improprio, perché eccessivo, di sostanze chimiche per uso agricolo.

Le autobotti a disposizione per i cittadini di Campocavallo Dalle notizie tecniche di cui si è venuti a conoscenza attraverso gli organi di stampa, l’erbicida metolaclor è stato usato circa un mese fa e nulla è stato rilevato in questo lungo lasso di tempo, durante il quale controlli sulla potabilità vengono comunque svolti. Come mai? La percentuale di questa sostanza tossica non era elevata a tal punto da essere rilevata? Oppure l’azione nociva di questa sostanza si è manifestata solo dopo un certo lasso di tempo, circa un mese dopo appunto, favorita anche dalle consistenti piogge che ne hanno accelerato l’assorbimento nel terreno?

Ci si chiede, inoltre, se nello specifico l’impiego di queste sostanze chimiche utilizzate normalmente in agricoltura, si riferisca a terreni le cui colture sono destinate alle centrali a biomasse, la cui “voracità” richiede una quantità enorme di materiale (prevalentemente mais, ma recentemente addirittura anche grano) che non avendo una destinazione alimentare, potrebbero indurre nel coltivatore un utilizzo eccessivo di erbicidi e diserbanti per aumentare la resa al massimo. In questo caso ci troveremmo di fronte ad un’ennesima prova che quella dell’insediamento di centrali a biomasse è una scelta malsana: grazie al “doping” delle tariffe incentivanti infatti, le aziende che gestiscono le centrali possono offrire ai coltivatori prezzi notevolmente superiori rispetto a quelli del mercato per uso alimentare.

E di questi tempi, chi si sente di criticare i coltivatori che facciano questa scelta? E’ la politica delle megacentrali voluta dalla Regione Marche ad essere scellerata, e a permettere queste aberrazioni che stanno distruggendo la tipicità della nostra agricoltura. Ricordiamo che una centrale a biogas da un megawatt, richiede circa 18.000 tonnellate annue di materiale, che equivalgono a 300-400 ettari di colture dedicate! E ad Osimo esempi di queste trovate speculative non mancano: oltre alle megacentrali a biogas di Cucchiarello e quella in costruzione di Villa San Paterniano, basti pensare anche ai tanti terreni invasi dai pannelli fotovoltaici che, oltre a creare un danno paesaggistico, li hanno esclusi dalla produzione agricola.

Nel caso delle centrali a biomasse, oltre a tutti gli abusi che la Regione Marche ha permesso di perpetrare per mezzo di leggi prepotenti che ora sono state fermate dalla Corte Costituzionale grazie alla ferma lotta del Movimento 5 Stelle e dei comitati locali sorti in tutto il territorio marchigiano, bisogna ricordare che, fino ad ora le istallazione sono state realizzate solo per accaparrarsi gli incentivi finanziari del GSE, permettendo la concentrazione di enormi flussi di denaro pubblico (cioè soldi nostri!) nelle mani di pochi con la scusa della produzione di energia rinnovabile e pulita, anziché cercare di diffondere la microproduzione elettrica in tutte le famiglie e in tutte le aziende che ne avrebbero trovato giovamento economico, oltre che ecologico, ovviamente.

Nello specifico, se per mandare a regime la centrale serve carburante fossile, per il trasporto di cereali per biomassa serve carburante fossile, come pure serve carburante fossile per la coltivazione del cereale stesso e, infine, in questo processo inseriamo anche gli erbicidi, i fertilizzanti e i pesticidi è evidente che ci troviamo di fronte a una montagna che partorisce un topolino: a questo punto è lecito dubitare su quanto pulita e rinnovabile possa essere un’energia così prodotta! Se a questo utilizzo paradossale di carburante fossile, perché di un vero e proprio paradosso si tratta, aggiungiamo anche un potenziale avvelenamento delle falde acquifere, a causa di un utilizzo improprio di sostanze chimiche tossiche – evento che potrebbe sempre accadere – ecco che il fatto verificatosi a Campocavallo potrebbe non essere un caso da sottovalutare. Chiediamo pertanto di conoscere qual è l’ente responsabile di tale negligenza, se di negligenza si tratta, e quali sono state le cause che hanno provocato tutto questo. Si ribadisce che non si vuol fare del terrorismo psicologico ma si pretende chiarezza su un evento che, visto come si è sviluppato, potrebbe provocare ulteriori disagi alla comunità. Osimo 5 Stelle






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-07-2013 alle 16:28 sul giornale del 04 luglio 2013 - 1995 letture

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